Cronaca

Camorra ed armi, Pagano respinge le accuse

Il 73enne sostiene di non aver nascosto armi o favorito la latitanza di De Luca

Le armi trovate dentro l'autoclave

Lui di quelle armi nascoste non ne sa nulla. Questa la versione di Mario Pagano, cugino del boss Mario Iovine, arrestato venerdi scorso con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e detenzione di armi. 

Stamattina Pagano, accompagnato dal suo avvocato Paolo Caterino, ha deciso di rispondere alle domande del magistrato professandosi innocente. Il 73enne di San Cipriano d'Aversa ha sostenuto di conoscere sia Corrado De Luca sia Davide Diana (anche loro destinatari del provvedimento cautelare spiccato dal gip su richiesta della Dda) in quanto suoi vicini di casa e residenti, inoltre, nello stesso paese ma di non aver nascosto armi o favorito la latitanza di De Luca quando questi era sfuggito, temporaneamente, ad un mandato di arresto per estorsione.

Secondo l'accusa gli indagati avrebbero occultato illegalmente all'interno di un vaso di espansione per autoclave numerose armi, nella disponibilità del clan dei Casalesi e pronte all'impiego nel periodo della latitanza di Corrado De Luca. Era stato lo stesso Diana, nel corso della perquisizione presso la sua abitazione, a far insospettire i carabinieri facendo così scoprire anche la partecipazione di Pagano al sodalizio. 

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