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Il racconto di Francesco Zagaria, alias Ciccio 'e Brezza

Il racconto di Francesco Zagaria, alias Ciccio 'e Brezza

Appalto promesso a Zagaria ed affidato ai Verazzo: "Andai su tutte le furie"

Il racconto del colletto bianco pentito sui lavori di via Maiorise: "Era questione di supremazia degli Schiavone su noi degli Zagaria"

Il sacco di Capua. Era quello messo in atto dalle due fazioni degli Schiavone e degli Zagaria in guerra non solo per la leadership della cosca criminale ma anche per la supremazia economica. Una 'guerra fredda' interna che emerge nelle pieghe dell'inchiesta che ha portato all'arresto gli imprenditori Francesco e Giuseppe Verazzo, secondo la Dda legati al gruppo Schiavone.

A riferire della 'guerra economica' tra le due fazioni opposte - da un lato, appunto, i cugini Verazzo e dall'altro Francesco Zagaria - è stato proprio Franco Zagaria, alias Ciccio e' Brezza, colletto bianco di Casapesenna trapiantato proprio nella città di Ettore Fieramosca ed oggi collaboratore di giustizia. La questione è quella legata ai lavori di rifacimento di via Maiorise, nei pressi del Cira. Un appalto che "superava il milione di euro", riferisce Zagaria. 

Siamo nel 2015 e Ciccio 'e Brezza, secondo il suo racconto, avrebbe anticipato all'ex sindaco Carmine Antropoli circa 50mila euro per la campagna elettorale di Lucrezia Cicia (compagna di Antropoli e non indagata) per le regionali. Per questo "impegno elettorale che io profusi ottenni in cambio da Antropoli la promessa di ricevere un appalto importante a Capua", quello appunto di via Maiorise. Zagaria avrebbe parteciparto con la Infrastrutture Territoriali, società a lui riconducibile. All'apertura delle buste, però, la sorpresa: "non venne aggiudicata alla Infrastrutture Territoriali". 

A quel punto "chiamai immediatamente Guido Taglialatela a cui chiesi con tono perentorio cosa fosse successo e Guido Taglialatela mi disse che Marco Ricci aveva orchestrato l'intera operazione insieme all'ingegnere Greco (Francesco nda) per affidare il lavoro ai Verazzo". Una notizia che mandò "su tutte le furie" Zagaria "perché - spiega - si trattava, al di là dell'appalto, di una supremazia degli Schiavone rispetto a noi Zagaria, in un periodo in cui i rapporti tra i due clan, fin dal 2009-2010, si erano incrinati".

Per riparare all'onta, con Zagaria che voleva andare in comune per minacciare Greco, Antropoli "per calmarmi mi disse che mi avrebbe fatto aggiudicare un altro lavoro che era in procinto di essere affidato dal Comune e che lui stesso mi indicò nei lavori di rifacimento di via Boscariello, che io poi effettivamente vinsi con la Infrastrutture Territoriali". 

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