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Cronaca Maddaloni

Camorra e appalti: no all'arresto bis dell'imprenditore vicino ai Casalesi

Il Riesame ha rigettato le richieste del pm annullando la misura cautelare

No all'arresto bis dell'imprenditore Vincenzo Ferri, 42enne di Maddaloni accusato di concorso esterno in associazione camorristica poiché ritenuto contiguo al clan dei Casalesi, in particolare alle famiglie Russo e Schiavone nell'inchiesta dei Ros di Napoli sugli appalti pubblici in Provincia di Caserta.

L'Ottava Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli presieduta dal giudice Vito Maria Giorgio Purcaro ha rigettato nuovamente l'ordinanza di custodia cautelare per Vincenzo Ferri dopo l'annullamento della medesima misura cautelare ad opera della Quinta Sezione della Corte di Cassazione - accogliendo il ricorso presentato dal legale di Ferri, l'avvocato Ferdinando Letizia - annullamento a seguito del quale gli atti ritornarono ad altra sezione del Tribunale delle Libertà.

Nell'inchiesta dei Ros di Napoli coordinati dalla DDA partenopea in cui venne coinvolto Vincenzo Ferri si ebbe l'arresto degli imprenditori edili Raffaele Pezzella di Casal di Principe e Tullio Iorio di San Cipriano d'Aversa ritenuti attigui al clan camorristico casalese per intercessione dei quali riuscirono a mettere le mani sugli appalti pubblici nella provincia casertana. Nell'inchiesta venne coinvolto anche l'ex dirigente della Provincia di Caserta Alessandro Diana che risultò indagato a piede libero insieme a Vincenzo Ferri nonostante la DDA richiese un provvedimento cautelare.

Per i due indagati infatti ci fu il rigetto della richiesta  da parte del gip Anna Tirone del Tribunale di Napoli nonostante vennero tirati in ballo da collaboratori di giustizia quali Nicola Schiavone, Attilio Pellegrino e Generoso Restina. Per il gip partenopeo le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia non erano sufficienti a ricostruire le accuse mosse contro Vincenzo Ferri ritenuto il mediatore del Clan per il quale venne esclusa la gravità indiziaria del reato contestatogli. Nonostante ciò il pm della DDA fece appello al Tribunale del Riesame partenopeo che venne accolto ma avverso il quale venne interposto ricorso in Cassazione che portò all'annullamento della misura custodiale cautelare ed il rinvio degli atti ad altra sezione del Tribunale delle Libertà. Quest'ultimo si è pronunciato rigettando l'ennesimo appello del PM avverso il provvedimento restrittivo disponendo l'annullamento della misura cautelare per Ferri.

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