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Cronaca Aversa

Sindaco ucciso, Cagnazzo rompe il silenzio: "Accuse infondate. Chiariremo tutto"

Il colonnello interviene attraverso il suo legale Criscuolo: "Per 10 anni vissuto con spada di Damocle. Resto a disposizione della Giustizia"

Il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, indagato per l'omicidio del sindaco di Acciaroli-Pollica Angelo Vassallo, rompe il silenzio. 

Il militare ha affidato al suo legale, Ilaria Criscuolo, la sua risposta alle accuse - gravissime - che la Dda di Salerno muove nei suoi confronti. "L'atto garantito per me è una liberazione perché per oltre 10 anni ho convissuto con una spada di Damocle sul capo, a causa di accuse del tutto infondate e frutto di mere illazioni e suggestioni che saranno finalmente e definitivamente chiarite, nonché a causa della devastante gogna mediatica che ne è conseguita", fa sapere l'avvocato Criscuolo nella sua nota per conto di Cagnazzo.

"Tutto ciò – aggiunge – ha irrimediabilmente minato la mia serenità familiare e la mia carriera. Ora potremo discutere di tutta la vicenda nelle sedi opportune. Sono serenissimo e come sempre a disposizione della Giustizia". Intanto sui social in molti si sono schierati dalla parte di Cagnazzo. E' stato lanciato l'hashtag #iostoconfabiocagnazzo e molti utenti stanno esprimendo la propria solidarietà a Cagnazzo. "Supererai anche questa con la lealtà, l’onestà e la professionalità che ti contraddistinguono", scrive uno degli utenti. 

Sull'improvvisa svolta nelle indagini è intervenuto anche Antonio Vassallo, figlio del 'sindaco pescatore' ucciso. "Abbiamo sempre saputo che le indagini sull'omicidio di mio padre erano complicate. Sono stati commessi dalle forze di polizia errori mai visti, neppure nei film - fa sapere - Per molto tempo ci siamo chiesti se ciò fosse accaduto per incapacità, negligenza o invece volontariamente per creare confusione e depistaggi. Oggi le ipotesi della Procura ci forniscono una prima risposta. È giusto e doveroso riaffermare la nostra fiducia negli inquirenti, come abbiamo sempre fatto anche quando la speranza sembrava svanire, ma è anche vero che, nel nostro caso, è ancora complicato dare fiducia nei confronti di chi, all'epoca e per questi anni, ha continuato a rappresentare una divisa".

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