Soldi sporchi, bustarella da 25mila euro a funzionario dell'Agenzia delle Entrate

Pirolo interviene grazie ad un funzionario amico: "Devono prendere i soldi. Non va bene"

Pasquale Pirolo

"Questi sono funzionari dell'agenzia delle entrate. Rischiano per una cosa del genere e poi non prendono neanche i soldi? Non va bene .. Quando si mettono a disposizione ...". Così Pasquale Pirolo, il faccendiere di Curti con un passato vicino alla camorra, intercettato al telefono. La conversazione è finita agli atti dell'inchiesta 'Dirty Glass' della Dda di Roma sul giro di riciclaggio di capitali nelle società di Luciano Iannotta.

L'intercettazione riguarda la corruzione di un funzionario dell'agenzia delle entrate di Roma per risolvere una controversia tributaria per conto di Iannotta. E' Pirolo a fare da tramite per la bustarella da 25mila euro. E con Gaetano Del Vecchio (di San Cipriano d'Aversa ed anche lui indagato) Pirolo si 'sfoga' sul fatto che Iannotta esiti a versare quanto dovuto. 

"Luciano ha avuto un censimento, penso un milione un milione e mezzo - spiega Pirolo - Diciamo che gli ho fatto un lavoro importantissimo proprio all'Agenzia delle entrate dove io ho un amico. Un amico fraterno che è il capo". Il problema, secondo quanto riferito da Pirolo, è relativo ad un "pignoramento" per il quale "ora questi (I funzionari dell'agenzia delle entrate nda) devono avere i soldi e se non li paghi quelli", "rimettono tutto in piedi" replica Del Vecchio. Pirolo prosegue: "Ora mi hanno chiamato da Roma e mi hanno detto: guarda Pasquale che le pratiche sono ancora tutte sospese". Una somma irrisoria rispetto al possibile danno: "venticinque (25000 euro nda) questo è il tutto". 

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Secondo Pirolo il gancio all'Agenzia delle Entrate "non è solo" ma ha intorno a sé "gente che unge, con la cento, la cinquecento, con mille e compagnia bella", aggiunge Del Vecchio. Insomma, i funzionari corrotti andavano pagati per il rischio che correvano: "quelli li licenziano, li cacciano e li arrestano pure". 

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