Business da 3 milioni per le barche affondate, indagato imprenditore di Maddaloni

Avviso di garanzia per Nunzio Sferragatta nell'ambito dell'inchiesta dei carabinieri di Genova. Un 62enne napoletano millanta legami coi Casalesi e si inserisce nell'affare

Gli yacht smaltiti illecitamente

E' indagato per traffico illecito di rifiuti Nunzio Sferragatta di Maddaloni, titolare della Getram e consigliere comunale. Stamattina i carabinieri si sono recati presso la società casertana che si occupa di trasporti effettuando sequestri nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'esecuzione di 9 misure cautelari (1 in carcere, 7 ai domiciliari ed 1 obbligo di dimora) per lo smaltimento illecito di 435 yacht devastati da una mareggiata alla fine di ottobre 2018 a Rapallo. 

L'imprenditore intercettato: "Sono dei Casalesi"

Centro dell'inchiesta è la figura di Pasquale Capuano, 62enne napoletano già detenuto al carcere di Avellino dove stamattina i militari della Compagnia di Santa Maria Ligure gli hanno notificato il provvedimento. Un personaggio noto alla giustizia. Nel 2019 venne arrestato per aver sparato al proprietario dell'ex gestore dei Cantieri di Baia a Bacoli. Da lì ha inizio la leggenda. Secondo gli investigatori, riferiscono i colleghi di GenovaToday, sarebbe stato lui che, sfruttando il metodo mafioso e millantando contatti con soggetti appartenenti al clan dei Casalesi e alla ‘ndrangheta, avrebbe promosso e gestito l’intera "filiera" con l’obiettivo di conquistare spazio nel settore della nautica ligure.

Addirittura, sempre sostenendo l'appartenenza al sodalizio di Casal di Principe, avrebbe minacciato Roberto Lembo, ingegnere e suo socio in affari, finito ai domiciliari. Il professionista voleva andare via dalla società, gestita dalla figlia di Capuano, Filomena (anche lei ai domiciliari), dopo il suo arresto. Così il 62enne lo avrebbe "convinto" a restare mettendo in piedi il sistema per smaltire quei rifiuti "di lusso". 

I camion maddalonesi trasportavano gli yacht verso le discariche abusive

Così ha inizio lo smaltimento illecito degli yacht distrutti. Le imbarcazioni venivano demolite sul posto, in barba alle norme di sicurezza e legali, anche con il placet della società concessionaria del porto turistico Carlo Riva di Rapallo del quale sono stati arrestati la direttrice Marina Scarpino ed il presidente del consiglio di amministrazione, Andrea Dell'Asta, entrambi finiti ai domiciliari. I rifiuti, catalogati come 'non speciali', venivano poi caricati su dei camion, tra i quali anche quelli dell'azienda casertana, e trasferiti in siti non autorizzati a Massa e Carrara ed anche a Napoli, dove poi di fatto quei rifiuti venivano fatti sparire.

Sub morto per recuperare rifiuti

Dalle indagini è stata fatta luce anche sulla morte di un sub. Sarebbe stato incaricato da Capuano di recuperare rottami sul fondo del porto. L'uomo si sentì male durante l'immersione e morì. Furono i dirigenti del Carlo Riva a insabbiare tutto falsificando un certificato di valutazione del rischio cercando di far passare per immersione lecita e legale un'immersione finalizzata invece a recuperare illecitamente rottami dal fondale.

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Business da tre milioni

Secondo gli inquirenti della Procura di Genova si stima un “giro d’affari” da oltre 3 milioni di euro con la movimentazione e la gestione di 670 tonnellate di rifiuti non tracciati. 

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