Bufale infette: via al maxi processo per 21

Sono accusati di frode, commercio di sostanze non genuine e diffusione di malattia degli animali

Il maxi processo sulle bufale infette

E' iniziato dinanzi ai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere il processo che vede imputato Salvatore Di Lorenzo, 55enne originario di Mondragone, titolare del Laboratorio ' Di. Lor. Lab. S.A.S', per aver costituito un'associazione a delinquere avente lo scopo di commerciare sostanze alimentari nocive e di diffondere una malattia infettiva degli animali ovvero la brucella.

L'imputato, difeso di fiducia dall'avvocato Ferdinando Letizia, grazie ai suoi collaboratori (Annunziata Silni, Rita Silni, Anna Timpanella) mediante un'attivitá di ricerca preventiva dell'eventuale presenza di focolai di brucella negli allevamenti zootecnici della provincia di Caserta, evitava che gli organi di controllo ufficiali dell'Asl rilevassero positivitá alla brucellosi e consentiva agli allevatori, qualora i capi risultassero positivi alla 'brucella selvaggia', di procedere alla loro macellazione.

Gli allevamenti evitavano cosí di perdere la qualifica di 'indenne' o 'ufficialmente indenne' non correndo il rischio delle severe restrizioni sanitarie riguardanti l'impossibilitá di commercializzare il latte prodotto nonchè di movimentare gli animali. La collaudata associazione ha portato i suoi frutti dal 2006 fino al 2015 interessando varie aziende bufaline a Mondragone, Cancello ed Arnone, San Marcellino, Marcianise, Castel Volturno, Pastorano, Pietramelara, Pignataro Maggiore, Grazzanise, San Tammaro, Villa Literno, Falciano del Massico.

Numerosi gli allevatori coinvolti (Tommaso Acconcia, Bruno Belformato, Pasquale Belformato, Antonio Galasso, Davide Letizia, Arturo Noviello, Teresa Parente, Francesco Petrella, Angelo Russo, Annibale Tummolo, Domenico Caserta, Gennaro Eliseo, Claudio Diana, Giuseppe Cantile, Ernesto Cantile, Francesca Corso) perchè avrebbero cagionato la diffusione della brucella, infettiva e diffusiva, pericolosa per l'uomo perchè mantenevano presso le loro aziende capi infetti o dubbi in promiscuitá con gli animali sani senza adottare le prescrizioni di isolamento dettate dalla polizia veterinaria.

Mettevano in vendita comunque il latte e le carni come provenienti da animali sani laddove in realtá si trattava di prodotti provenienti da animali positivi alla brucellosi e sottratti quindi ai normali controlli sanitari. Vari i mattatoi coinvolti nell'opera di occultamento della brucella: Stabilimento 'IGA TRADING SRL' di San Marcellino; 'REAL BEAF' di Flumeri; ' MACELLAZIONE TITTORE di LIGUORE VINCENZO' di Pastorano ;  'MACELLO MARIO TRONI SRL' di Monzambano( MN); 'MACELLO TOSETTO FRATELLI SAS' di Campo Martino (PD).

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