Broker della cocaina per la 'ndrangheta, il narcos casertano davanti ai giudici

Fissato l'interrogatorio di garanzia per Serafino Rubino dopo l'estradizione. Il 40enne a processo con altri 3 per lo spaccio nella Movida

Trattava con i cartelli colombiani le partite di cocaina

Dopo la latitanza in Sudamerica, l'arresto in Ecuador e l'estradizione, cominciano le prime grane giudiziarie per Serafino Rubino, il 40enne casertano coinvolto, tra l'altro, anche in un'inchiesta su un traffico di cocaina da parte della 'ndrangheta. 

Proprio per questa indagine, Rubino sarà interrogato nella mattinata di domani, 2 ottobre, al carcere di Santa Maria Capua Vetere dove si trova attualmente recluso. Ad interrogarlo per rogatoria sarà il gip Rosaria Dello Stritto. Secondo la Dda di Reggio Calabria, Serafino Rubino, difeso dall'avvocato Nello Sgambato, insieme a suo fratello Giulio Fabio, divenuto collaboratore di giustizia, e Maria Rosaria Campagna, avrebbe istituito un vero e proprio cartello del narcotraffico internazionale.

Serafino Rubino curava le trattative direttamente con i cartelli colombiani grazie ad una rete di rapporti in Sudamerica. Suo fratello Fabio Giulio si occupava del recupero dello stupefacente in Italia ma anche nelle relazioni d'affari con i co-finanziatori delle pertite di droga. Infine Maria Rosaria Campagna oltre a finanziare la consorteria criminale era specializzata nel recupero di considerevoli quantitativi di cocaina in qualsiasi porto d'Italia dove venisse spedita ma principalmente nel porto di Napoli, dove poteva contare, ad avviso dei magistrati, su dei "ganci" interni, allo stato rimasti non identificati. Nel corso delle indagini è emerso come la droga venisse nascosta con la tecnica del "rip off" in navi cargo. Sono stati sequestrati oltre 500 chili di cocaina proveniente dalla Colombia ed intercettata nei porti di Panama (a bordo di un cargo di zucchero) ma anche Gioia Tauro, Napoli ed Anversa, in Belgio, dopo uno scalo a Rotterdam.

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Spaccio nella movida: fissato processo in Appello

Ma non solo. Nei giorni scorsi il presidente della V sezione di Appello di Napoli ha fissato l'udienza per Rubino insieme a Giuseppe Aragosa, Francesco Santonastaso e Giovanni Capone, quest'ultimo ritenuto il referente del clan Belforte su Caserta. I quattro dovranno presentarsi dinanzi ai giudici nell'udienza fissata per metà novembre. Sono accusati a vario titolo di spaccio di droga nel capoluogo, in particolare nelle zone della Movida. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Nello Sgambato e Vincenzo Montanino. 

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