Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Mondragone

Brogli elettorali, Zannini in aula al processo a presidente seggio e scrutatrici

Il consigliere regionale sul banco dei testimoni per il caso dei voti 'falsificati' in un seggio a Mondragone

Il consigliere regionale Giovanni Zannini testimone al processo sui presunti brogli elettorali alle regionali del 2015 per i quali sono imputate la presidente di seggio e 3 scrutatrici della sezione 22 di Mondragone.

Le imputate tratte a giudizio sono Rachele Miraglia (difesa dagli avvocati Marta Ceraldi e Nicola Ucciero), Michela Di Maio, Maddalena Marano (difese dagli avvocati Edmondo Caterino e Giovanni Lavanga) e Vincenza Marino (difesa dagli avvocati Raffaele e Gaetano Crisileo). Il processo riguarda i presunti brogli elettorali che avrebbero favorito l'elezione del consigliere Zannini, con la presunta falsificazione delle schede di voto, verosimilmente bianche, su cui sarebbe stato apposto il nome del candidato. 

All’udienza, celebrata dinanzi al giudice Giovanni Caparco, è stato sentito proprio il consigliere regionale Giovanni Zannini (non indagato per la vicenda) che ha riferito della sua elezione in quella competizione. Zannini ha anche riferito di aver denunciato Filomena Letizia, parte offesa al processo e prima dei non eletti della lista Centro democratico alle Regionali 2015, dal cui ricorso al Tar Campania è nata l’indagine sui brogli elettorali. La denuncia del consigliere regionale si sarebbe conclusa con l'archiviazione. 

Si torna in aula a fine ottobre per la requisitoria del pubblico ministero Gionata Fiore e le discussioni della parte civile e degli avvocati Ceraldi, Crisileo, Caterino e Lavanga.

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