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Il carcere di Santa Maria Capua Vetere

Il carcere di Santa Maria Capua Vetere

Botte ai detenuti in carcere, scatta la denuncia: "Capelli e barba tagliati e denti rotti"

La querela presentata ai carabinieri dalla sorella di uno dei reclusi di Santa Maria Capua Vetere: "Non c'è giustificazione ad una reazione del genere"

Assume i contorni della rappresaglia quanto accaduto all'interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere il giorno dopo la rivolta dei reclusi, verificatasi nella giornata di domenica. Non solo botte, al punto che qualcuno ha qualche "dente saltato", ma anche barbe e capelli tagliati. Circostanze che sono state messe nero su bianco in una denuncia, presentata stamattina ai carabinieri, dalla sorella di uno di loro e che ora dovranno essere naturalmente sottoposti al vaglio di una indagine della Procura volta a verificare cosa sia veramente accaduto nelle 24 ore tra domenica e lunedì. 

La denuncia

La donna, nella sua querela, ha fatto riferimento ad alcuni files audio che stanno circolando in rete in cui molti detenuti, in particolare del reparto Nilo, avrebbero riferito di essere "vittime di un pestaggio" operato da personale della casa circondariale. 

"Ci picchiano a turno"

Voci che si sono trasformate in "amara e cruda realtà" quando ha appreso dalla voce del fratello che anche lui "era stato vittima di tale pestaggio".  "Mio fratello conferma che a molti sono stati tagliati capelli e barba e che addirittura vi sia qualcuno con qualche dente saltato", si legge nella denuncia. Un'azione che, per la querelante, appare come "premeditata da parte di chi ha commesso questo abuso di potere corredato da un eccesso". Addirittura più agenti si sarebbero scagliati su detenuti da solo. "Ci picchiano a turno: una volta a uno, una volta un altro ... Vengono e dicono che tanto dobbiamo morire tutti prima o poi", si sente nell'audio della telefonata allegata alla querela.  

Colloqui sospesi con i familiari

La familiare "pur volendo ammettere che qualche detenuto abbia potuto assumere un comportamento irrispettoso delle procedure interne" ritiene che "non esiste al mondo una giustificazione valida ad una reazione del genere". Fatto sta che a riprova di ciò dal giorno successivo "sono sospesi i colloqui, ovvero le videochiamate". Motivo per il quale nella giornata di giovedì c'è stata una protesta all'esterno della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

L'avvocato di famiglia

"Credo sia giusto dar voce alle legittime richieste di chiarimento da parte dei familiari su quanto accaduto - fa sapere il legale della famiglia a Casertanews  - Non c'è dubbio che il comportamento da parte dei detenuti debba essere improntato al rispetto delle procedure interne ma la sensazione è che la situazione sia sfuggita di mano. Mi auguro che la magistratura faccia il proprio corso in tempi rapidi e senza alcun intoppo per accertare le responsabilità di tutti, qualora esistenti". 

La Camera Penale

Nelle ultime ore su quanto accaduto è intervenuta anche la Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere che ha chiesto il ripristino dei colloqui telefonici con i detenuti. "E' evidente che tale disservizio infici l'esercizio di diritto di difesa", si legge nella nota dell'organo di rappresentanza dei penalisti. Chiesto anche il ripristino delle videochiamate con i familiari, qualora si verifichi l'effettiva sospensione del servizio.


 

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