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Cronaca

Boss ucciso nella faida di camorra, assolto Buonanno

La sentenza della Corte d'Assise per l'omicidio di Angelo Piccolo freddato fuori ad un ristorante

Gennaro Buonanno

Gennaro Buonanno non ha partecipato all'omicidio di Angelo Piccolo, boss dei Quaqquaroni ucciso nel 1996 all'esterno di un ristorante a Casoria. Questa la decisione della Corte d'Assise di Napoli che ha assolto Buonanno, difeso dagli avvocati Massimo Trigari e Giuseppe Foglia, dall'accusa.

Piccolo venne ucciso nell'ambito della guerra fra i Mazzacane ed il clan rivale dei Piccolo-Letizia per il predominio del territorio di Marcianise. Secondo quanto ricostruito dal racconto di diversi pentiti i fratelli Salvatore e Domenico Belforte strinsero un accordo in carcere con Felice Napoletano, detto Capitone, fino ad allora killer dei Piccolo. Una volta scarcerato Napoletano avrebbe svolto il ruolo di infiltrato tra le fila del clan nemico. 

Il pretesto fu un appalto vinto da una ditta di Casalnuovo a Marcianise. Piccolo venne convocato all'esterno di un ristorante a Casoria e freddato. Per il delitto stati condannati Salvatore Belforte e Felice Napoletano mentre sono stati assolti Antimo Piccolo e Pasquale Cirillo, tutti giudicati con abbreviato. Buonanno, 70 anni di Marcianise, è stato l'unico ad optare per il rito ordinario, affrontando il dibattimento dal quale è uscito con un'assoluzione piena.

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