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Cronaca Capua

Bombe, paura e lacrime. Da Caserta aiuti per l’Ucraina: “Abbiamo bisogno di voi”

Il giovane Taras, residente a Capua, ha paura dopo lo scoppio della guerra: "I civili in Ucraina non si sentono sicuri"

Le sirene. Quel frastuono che ha contrassegnato il 24 febbraio scorso "un'operazione militare speciale" per ammissione del presidente russo Vladimir Putin contro l'Ucraina "un'anti Russia ostile totalmente controllata dall'Estero" riechegga a chilometri di distanza nelle orecchie e nei cuori di chi è in Italia, al sicuro.

"Mi sento protetto in Italia - afferma Taras un cittadino ucraino di 25 anni, da 15 in Italia domiciliato a Capua -, credo che a non sentirsi protetti sono i civili che adesso si trovano in Ucraina. Spesso vengo contattato da amici e parenti che sentono sirene, sirene tutto il giorno e sono costretti a nascondersi nei sotterranei, in Metro ed hanno paura. Loro sì che hanno paura - dice con la voce a tratti rotta dal pianto - e ne hanno tanta perché abbiamo a che fare con un matto che in un momento di difficoltà del suo esercito come già è successo perché i nostri soldati, i nostri eroi stanno combattendo dignitosamente e non si arrendono, ci bombarda. Sono morti i nostri soldati, già troppi per difendere la nostra Patria, per difendere i nostri civili, le nostre donne ed i nostri bambini che non c'entrano nulla con quest'orrore che non dovrebbero nascondersi nei sotterranei, in silenzio ed avere paura".

Le forze armate russe hanno colpito un totale di 821 obiettivi di infrastrutture militari ucraine di cui 14 piste di atterraggio militari, 19 centri di controllo e nodi di comunicazione, 24 sistemi di difesa missilistica, 48 stazioni radar, hanno abbattuto 7 aerei da combattimento ucraini, 8 elicotteri, 7 droni, 87 carri armati, 28 lanciamissili secondo quanto riferito il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov.

"L'intenzione russa è stata quella di bombardare tutti i nostri punti strategici - spiega Taras - l'idea di Putin era quella di fare una guerra lampo perciò quindi di bombardare tutti i punti strategici per poi permettere alla fanteria di entrare a Kiev senza avere nessuna difficoltà. I missili sono arrivati anche nella parte più occidentale dell'Ucraina a pochi chilometri da un aeroporto militare dove vive la mia famiglia. La nostra paura più grande è questa. Loro hanno molti missili che possono percorrere lunghe distanze. La paura è che trovandosi in difficoltà possa cominciare a bombardare intenzionalmente i centri abitati".

Un terrore purtroppo già diventato realtà. È stato bombardato nella notte un edificio fortunatamente evacuato a Kiev con due missili. "Noi non abbiamo sufficienti sistemi per difenderci da questi missili e quello che chiediamo all'Europa non sono armi per attaccare o missili, no. A noi servono dei sistemi che ci permettono di proteggerci, non lasciateci morire così".

Nonostante l'orrore nella guerra nel cuore Taras ed alcuni membri della comunità ucraina stanno organizzando dei pullman umanitari raccimolando in farmacie e supermercati della provincia casertana ciò che i professionisti vogliano donare". 

"Oggi alle 15 partirà un pullman diretto alla frontiera polacca, lì alcuni volontari ucraini raggiungeranno il pullman e saranno loro a distribuire nei posti dove c'è bisogno di determinate cose - spiega Taras - al momento manca un vero e proprio punto di raccolta. Ciò che raccogliamo viene conservato a casa mia, a casa della mia ragazza o a Salerno da un cittadino italiano che ci sta dando una mano. Se qualche amministrazione ci aiutasse saremmo più veloci nell'organizzazione".

Per ulteriori informazioni riguardo la raccolta di alimenti, farmaci, vestiti è possibile rivolgersi ai punti cardine della comunità Ucraina come chiese o minimarket dedicati, ai consolati più vicini o sul profilo Instagram di Taras (@goldenboytaras)

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