‘Belli di mamma’ vince il round in tribunale contro il Comune

Gli uffici dovranno rispondere alla richiesta di occupazione con tavolini dell’area dinanzi il locale entro 30 giorni per evitare il commissario ad acta

Trenta giorni di tempo per dare una risposta attesa da oltre un anno: in caso contrario ci sarà la nomina di non commissario ad acta. E’ quanto ha stabilito la Settima Sezione del Tar Campania accogliendo il ricorso presentato dal gestore del locale ‘Belli di Mamma’ che nel gennaio 2020 aveva presentato agli ufficiali comunali una richiesta di occupazione di 14 metri quadrati di suolo pubblico per mettere i tavolino il sabato sera e la domenica ad ora di pranzo.

Una richiesta che non ha avuto una risposta ufficiale, se non un parere negativo da parte del dirigente alla responsabile della Polizia municipale di Aversa a causa dell’elevato traffico in zona. L’avvocato Fabrizio Perla, per conto del gestore, ha però presentato un ricorso chiedendo che il procedimento amministrativo venisse chiuso, in modo da poter, nel caso, impugnare la decisione.

Ed i giudici amministrativi gli hanno dato ragione. “Non possono trovare accoglimento - scrivono nelle motivazioni - le difese formulate dall’Amministrazione comunale con riferimento alla mancata tempestiva impugnazione del provvedimento della Polizia Municipale prot. n. 838-PM del 24 febbraio 2020, da parte del ricorrente. Si trattava, invero, di un mero preavviso di provvedimento negativo finalizzato a consentire all’interessato di esercitare le proprie prerogative di partecipazione procedimentale mediante la produzione di “osservazioni”, del cui eventuale mancato accoglimento l’Amministrazione avrebbe dovuto “dare ragione nella motivazione del provvedimento finale di diniego”. ella vicenda in esame non è mai intervenuto il provvedimento finale negativo, conclusivo del procedimento, onde, sotto tale profilo, non vi era onere del privato di impugnativa del preavviso di rigetto. Né può a quest’ultimo attribuirsi valenza definitiva e, dunque, natura provvedimentale in ragione della mancata adozione entro un termine ragionevole del provvedimento finale”.

Per questo motivo il collegio presieduti da Michelangelo Maria Liguori ha dato un termine di 30 giorni agli uffici del Comune per rispondere alla richiesta ed ha già disposto la nomina del commissario ad acta (con la spesa di mille euro a carico dell’Ente) nel caso in cui tale dead-line dovesse essere superata.

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