Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Marcianise

No alla proroga del 41bis al boss Belforte: la Cassazione accoglie il ricorso

I giudici hanno rinviato la decisione dinanzi al tribunale di Sorveglianza di Roma: "Clan dissolto"

No alla proroga del regime del 41 bis per il boss Domenico Belforte, capoclan dell'omonimo gruppo camorristico attivo nell'hinterland di Marcianise. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso presentato dal difensore del boss, l'avvocato Mariano Omarto, che ha impugnato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma che aveva rigettato il reclamo scritto da Belforte dopo che a settembre 2023 il ministro della Giustizia aveva prorogato nei suoi confronti per altri due anni il regime del carcere duro.

Per i giudici capitolini, che avevano respinto il reclamo, Belforte - detenuto al 41 bis a Sassari - avrebbe continuato ad avere "un ruolo apicale e non ha mostrato segni di resipiscenza e di definitivo allontanamento dalle logiche criminali del clan di provenienza", e risulta inoltre "incessante lo sforzo di Belforte di veicolare all'esterno ordini e indicazioni di azioni criminali a sodali liberi o anche detenuti". Ma il difensore ha depositato diverse sentenze, tra cui quella per il ras Gaetano Piccolo, in cui viene ribadito che il clan Belforte sarebbe disarticolato. 

Si attendono le motivazioni della Cassazione che ha rinviato la decisione dinanzi a una diversa sezione dello stesso tribunale di sorveglianza che dovrà riesaminare il caso alla luce delle censure formulate dalla Suprema Corte. Di fatto, l'annullamento con rinvio fa sperare Belforte, che nel reclamo scritto da sé alcuni mesi fa si era detto claustrofobico, per cui non in grado di stare 22 ore in cella come previsto dal 41bis. Aveva poi ribadito la volontà di collaborare e di far ritrovare il corpo di una donna uccisa, l'estraneità sua e della moglie all'omicidio dell'amante. 

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