Botte alla barista, restano ai domiciliari i nipoti del boss

La decisione del Riesame per i gemelli De Falco: cade l'accusa di estorsione

I carabinieri intervennero al bar

Cade l'accusa di estorsione ma resiste quella di lesioni. Il Tribunale del Riesame ha deciso di lasciare agli arresti domiciliari Alessio e Vincenzo De Falco, gemelli e nipoti del boss dei Casalesi, accusati di aver aggredito una barista straniera al "Gran Vesuvio Cafè" di San Cipriano d'Aversa.

I giudici confermano le esigenze cautelari per i due fratelli, entrambi difesi dall'avvocato Mirella Baldascino, esclusivamente per l'aggessione fisica alla dipendente del bar. Secondo l'iniziale ricostruzione l'aggressione sarebbe nata dopo che i due germani si sarebbero rifiutati di pagare il conto (che dunque sarebbe stato saldato). Ne nacque un diverbio con la dipendente dell'attività terminata con l'aggressione fisica. La barista ha riportato escoriazioni e contusioni al volto con una prognosi di 6 giorni. 

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