Cronaca

Crac Firema, condannati gli imprenditori Fiore

Quattro anni e sei mesi a testa per l'ex presidente e l'ex Ad del colosso ferroviario. Cgil: "Riconosciute le nostre ragioni"

Quattro anni e sei mesi a testa per Gianfranco e Roberto Fiore, ex presidente ed ex amministratore delegato della Firema accusati della bancarotta fraudolenta milionaria del colosso ferroviario casertano. 

E' stata questa la decisione del collegio presieduto dal giudice Francesco Rugarli del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Per gli altri imputati i giudici hanno dichiarato in parte l'assoluzione ed in parte la prescrizione dei reati. Inoltre, il collegio con una lunga ordinanza ha riqualificato diversamente alcune delle imputazioni contestate con il rinvio degli atti in Procura che ora dovrà aprire un nuovo fascicolo. Questo il verdetto. 

"Una lunga battaglia giudiziaria che riconosce le nostre ragioni e ci vede uscire a testa alta - dichiara Matteo Coppola, segretario Generale della Camera del Lavoro di Caserta - La nostra costituzione come parte civile voleva sottolineare, ancora una volta, la vicinanza e il sostegno concreto ai lavoratori che hanno subito scelte aziendali che si sono rivelate oltre che penalmente rilevanti, anche sbagliate dal punto di vista aziendale, penalizzando pesantemente le condizioni economiche e di vita dei lavoratori.  Questa è  solo una delle lunghe battaglie sindacali e giudiziarie che come Cgil e come Fiom stiamo conducendo da anni a fianco dei lavoratori Firema, assistiti dall’avvocato Sergio Tessitore. Attendiamo di ricevere ottenere giustizia anche sul procedimento riguardante i lavoratori esposti all’amianto", con l'udienza calendarizzata fra pochi giorni.

"Apprendiamo  della sentenza del tribunale che vede condannare i responsabili della scellerata gestione della ex Firema Trasporti, azienda di eccellenza nel settore ferroviario, che dal 2009 in poi ha visto la perdita di oltre 600 posti di lavoro sul nostro territorio - aggiunge Giovanni Ianniello, della Fiom Cgil di Caserta - Dal 2010 l’azienda è stata in amministrazione controllata fino al 2015. Ricordiamo anche la beffa subita dai lavoratori che, dopo la vendita dell’azienda ad una multinazionale, non hanno mai recuperato un euro degli stipendi e di tutte le spettanze accumulate, molti non non sono più riusciti a trovare occupazione. Come Fiom abbiamo sempre chiesto giustizia contro chi specula sui sacrifici dei lavoratori".

"Sempre dalla parte dei lavoratori, per la tutela della loro dignità e dei loro diritti - conclude quindi Coppola - rimarchiamo il nostro impegno perché la Provincia di Caserta torni ad essere Terra di Lavoro, affinché si ridia dignità ad un territorio vilipeso da anni di cattiva gestione economica e da ignavia delle istituzioni. Caserta può e deve tornare ad essere il fiore all’occhiello della produzione industriale in Campania, per reinserire nel mercato del lavoro uomini e donne rimasti disoccupati e per dare alle migliaia di giovani, altrimenti costretti ad emigrare, l’opportunità di rimanere nella propria Terra e contribuire al suo sviluppo".

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