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Bancarotta, imprenditore casertano rischia 9 anni di carcere

Chieste le condanne anche degli altri due amministratori

Imprenditore casertano rischia una dura pena a 9 anni di carcere per la bancarotta del Consorzio Imprese Edili Riunite di Trevignano scarl. Come riportano i colleghi di TrevisoToday, il pubblico ministero ha chiesto il carcere per l'amministratore di fatto Antonio Fiano (originario di Caserta), così come per l'amministratore legale Luigi Borella (4 anni) e l'altro amministratore Matteo Pisano (1 anno e sei mesi). Secondo l'accusa si tratta di un giro di truffe da centinaia di migliaia di euro ai danni di aziende sparse un po' per tutto il paese, poi una "colossale" bancarotta fraudolenta a colpi di patrimonio societario fatto sparire prima del fallimento e la distruzione o quantomeno il trafugamento delle scritture contabili, in maniera tale da rendere proibitivo se non proprio impossibile risalire alla movimentazione finanziaria. La storia del crac del consorzio Cier si incrocia con le altre vicende giudiziarie di Fiano, originario di Caserta ma residente a Trevignano, considerato "vicino" alla camorra dei Casalesi e che in passato era stato sottoposto a una misura di protezione dalla Prefettura di Treviso proprio per i suoi trascorsi in affari con affiliati al clan.

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