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Bambino ucciso, disposta autopsia. L’ipotesi: colpito al volto con un oggetto

La mamma lo aveva affidato al compagno per andare a lavorare. Poi ha denunciato altre violenze

Lo aveva affidato al compagno per recarsi a lavorare. Lei, operatrice-sanitaria di nazionalità liberiana, si era integrata bene a Castel Volturno ed aveva trovato anche lavoro. Come ha fatto martedì mattina, lasciando il figlioletto di 2 anni al compagno col quale condivideva la casa.

Ma nelle ore in cui è stata lontana dall’abitazione qualcosa non è andata come al solito. Al rientro, infatti, la donna ha trovato il bambino col volto tumefatto che a stento respirava. Così lo ha preso e lo ha accompagnato velocemente al pronto soccorso della Clinica Pineta Grande di Castel Volturno. Dove i medici, seppur abituati ad affrontare le peggiori emergenze, non sono riusciti a fare il miracolo. Troppo gravi le ferite riportate dal bambino.

Intanto in clinica sono giunti anche i carabinieri e la mamma ha immediatamente puntato il dito contro il compagno nigeriano, denunciando che in altre situazioni avrebbe già usato la violenza contro di lei. I militari lo fermano subito per paura che si potesse allontanare da Castel Volturno. E’ stato portato in caserma (e poi in carcere) in stato di fermo per omicidio aggravato e maltrattamenti. Sul corpo del bambino sarà effettuata l’autopsia che dovrà chiarire come è stato ucciso il bambino. L’ipotesi (agghiacciante) che è che possa aver utilizzato qualche oggetto per colpire al volto il piccolo.

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