Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca San Marcellino

Alessandro e Luigi, la terribile ipotesi: uccisi per aver cercato di difendere l'anziano dal figlio

Si attende il responso degli accertamenti medico-legali, ma sembrano esserci pochi dubbi che i resti umani trovati nella villa siano dei due badanti scomparsi nel maggio 2014

Uccisi per aver cercato di difendere l’anziano che accudivano dal figlio che lo maltrattava. E’ l’ipotesi al vaglio della Procura della Repubblica di Catania che ha fermato Giampiero Riccioli per il duplice omicidio e soppressione dei cadaveri di Alessandro Sabatino, 40 anni di San Marcellino, e Luigi Cerreto, 23 anni di San Marco Evangelista. I due badanti casertani, le cui tracce si erano perse nel maggio 2014, potrebbero essere stati uccisi e sepolti nella villa dove si prendevano cura di Vincenzo Riccioli, padre di Gianpiero.

La svolta è arrivata mercoledì, quando i resti di due corpi sono stati rinvenuti nella villetta di villetta sita nella contrada Tivoli di Siracusa, dove erano domiciliati i due giovani casertani al momento della scomparsa. “Sui resti - ha spiegato il procuratore generale della Procura di Catania Roberto Saieva - sono in corso i necessari accertamenti medico-legali, ma il rinvenimento ha permesso di completare il quadro indiziario a carico di Riccioli che ha consentito l'emissione ed esecuzione del decreto di fermo nei suoi confronti per omicidio e soppressione di cadavere”. L’indagato era fuggito mentre assisteva agli scavi nella sua villa, quando ha capito che i corpi stavano per essere trovati.

Le indagini, sottolinea nella nota la Procura, sono “iniziate tardivamente, in quanto solo il 16 gennaio 2015 era stata formalmente denunciata, presso il Commissariato di Polizia di Aversa, la scomparsa dei due giovani da parte dei familiari. Riccioli non aveva fornito una versione attendibile in ordine alle circostanze della loro partenza” ed “era da considerare provata l'esistenza di suoi sentimenti di ostilità nei confronti degli scomparsi”.

La Procura di Catania ha avocato a sé l’inchiesta della procura di Siracusa dopo che il Pubblico Ministero aveva richiesto l'archiviazione del procedimento, a cui c’era stata l’opposizione dei familiari accolta dal giudice.

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