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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca

Autorizzazione alla discoteca negata, Comune soccombe al Tar: "Eccesso di potere"

Il titolo edilizio concesso prevedeva la possibile destinazione a sala da ballo. Si rischia maxi risarcimento

All'interno del locale "Il Setificio" di piazza della Seta a San Leucio si può svolgere l'attività di discoteca. Lo hanno messo nero su bianco i giudici della Terza Sezione del Tar, presieduta da Anna Pappalardo, che hanno accolto il ricorso presentato dalla società Phoenix, rappresentata in giudizio dall'avvocato Renato Labriola, e annullato il diniego da parte del Comune fondato sul fatto che nel permesso a costruire fosse autorizzata la sola attività di teatro. 

La vicenda ha inizio nel 2022 quando l'ufficio Suap ha rilasciato alla società Letizia, proprietaria dell'immobile, un permesso a costruire per il recupero dell'ex opificio serico. Il progetto prevedeva la riqualificazione degli spazi interni, limitatamente al 40%, con destinazione a teatro - sala spettacolo mentre il restante 60% sarebbe rimasto nella destinazione originaria, cioè industriale - produttivo - artigianale. 

Nella successiva variante progettuale, approvata dagli uffici comunali, era stato specificato che la destinazione sarebbe stata quella di attività di "teatro, trattenimento e spettacolo", cioè attività che avrebbero previsto una partecipazione del pubblico sia passiva (teatro) sia attiva (discoteca).

Il titolo abilitativo, dunque, già ricomprendeva la possibilità di svolgere attività di discoteca. Per i giudici, dunque, sarebbe stata errata "la valutazione espressa dall’Amministrazione resistente secondo la quale le attività autorizzate sono strettamente afferenti a divertimenti cui il pubblico partecipa esclusivamente in forma passiva". Negando l'autorizzazione ci sarebbe stato "eccesso di potere" da parte dell'Ente che avrebbe "omesso di considerare che domanda della ricorrente volta al rilascio della licenza per la gestione dell’attività di sala da ballo, discoteca e trattenimenti danzanti, doveva, invece, considerarsi coerente con il titolo edilizio assentito", scrivono i giudici.

A margine del ricorso i giudici evidenziano anche che la Phoenix abbia rinunciato a domande risarcitorie che invece potrebbero arrivare dei proprietari dell'immobile (la Letizia) per i mancati incassi derivanti dalla locazione di quegli spazi. Un'ipotesi che qualora dovesse verificarsi rappresenterebbe un possibile danno erariale per le casse comunali. 

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