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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca Capua

Poche migliaia di euro per assoldare i "mercenari" e bruciare le auto dei vicini

Marito e moglie indagati insieme a due albanesi. I raid per costringere le vittime a vendere una proprietà per 70mila euro

Un appartamento conteso solo per poter espandere la loro proprietà. Dal rifiuto dei proprietari di vendere sono iniziate prima le minacce e gli atti persecutori poi il mandato per poche migliaia di euro di incendi su commissione al solo scopo di intimorire le vittime e finalmente costringerle alla vendita.

Sono questi gli scenari dell'attività investigativa dei carabinieri della Sezione Operativa del Norm della compagnia di Capua che ha portato all'emissione di 4 misure cautelari nei confronti di Claudio Sinapi, 62enne di Capua titolare di una palestra di bodybuilding a Vitulazio, la moglie Annamaria Fortino 52enne di Capua (quest'ultima con obbligo di presentazione alla pg), Renald Likaj e Gazmir Shahu, albanesi rispettivamente di 52 e 39 anni. Sono ritenuti responsabili di atti persecutori (i due coniugi), di incendio doloso e tentata estorsione.

I due coniugi Sinapi/ Fortino volevano ad ogni costo l'appartamento contiguo di Piazza Di Rauso a Capua dove vive la figlia della vittima. L'idea era quella di ampliare il proprio immobile a discapito di quello dei vicini. Prima sono iniziate le richieste di vendita ed al rifiuto di vendere delle vittime sono iniziati gli atti persecutori. Graffi al portoncino d'ingresso con oggetti appuntiti, grondaie tappate con la calce per innescare "allagamenti casalinghi", ascensori bloccati per evitarne l'utilizzo. Esasperati, il nucleo familiare vittima degli atti persecutori ha propeso per la vendita. Una prima proposta era di 180.000 euro ma i coniugi hanno cercato di estorcere al nucleo familiare la proprietà per 70.000 euro.

Al secco rifiuto ed un ripensamento sulla vendita i coniugi hanno assoldato per poche migliaia di euro i due albanesi per perpetrare gli incendi. Il primo si è verificato il 2 novembre 2022 quando è stata data alle fiamme la vettura del capofamiglia di professione idraulico una Fiat 500 X parcheggiata presso l'abitazione dell'uomo in via Roma. Nel maggio scorso è stato poi commissionato il secondo incendio dove è stata data alle fiamme la vettura della figlia della vittima che abita nell'appartamento oggetto del desiderio morboso dei coniugi Sinapi/Fortino. Si trattava di una Citroen C3. In entrambi gli incendi sono state coinvolte altre vetture parcheggiate in contiguità con quelle prese di mira: una Renault Clio nel primo incendio e due utilitarie nel secondo.

L'attività investigativa dei militari partita dalle denunce del 2021 per atti persecutori contro i coniugi mandanti ha disvelato il meccanismo di follia messo in piedi dai congiunti. All'esito dell'udienza di convalida dell'arresto dinanzi al gip Emilio Minio è stato disposto il carcere per Sinapi, Likaj e Shahu tutti associati presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere e l'obbligo di presentazione alla PG per Fortino.

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