Cronaca Piedimonte Matese

Assopigliatutto, ex dirigente indagato chiede risarcimento al Comune: respinto il ricorso

Terreri ha impugnato il trasferimento ad un altro settore dopo l'indagine della Procura, per il giudice non è stato discriminato

Nessun risarcimento dal Comune di Piedimonte Matese all'ex dirigente Pietro Terreri. Questa la decisione del giudice Valentina Ricchezza del tribunale del Lavoro di Santa Maria Capua Vetere che ha respinto il ricorso dell'ex dipendente. 

Terreri, arrestato nell'ambito dell'inchiesta "Assopigliatutto" e poi reintegrato dopo la scarcerazione, aveva intentato causa all'Ente dopo essere stato trasferito dall'ufficio "Ambiente e Territorio", di cui era responsabile, a quello "Risorse Umane e Tributi". L'ex dirigente ha contestato la decisione del segretario comunale ritenendo che "i reati contestati erano diversi dalla corruzione e non avevano attinenza con l’incarico di responsabile del settore tecnico ed ambiente". Un trasferimento che aveva avuto anche ripercussioni sul suo stato psichico e per il quale ha chiesto un risarcimento.

Ma il giudice non è stato di questo avviso. Il giudice condividendo la tesi difensiva dell’avvocato amministrativista Paolo Centore, difensore del Comune di Piedimonte Matese, ha respinto il ricorso del Terreri, confermando la piena legittimità dell’operato dell’amministrazione che ha agito in maniera del tutto "conforme alle prescrizioni del Piano di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza" di riferimento per il periodo 2016-2018.

Il Tribunale del Lavoro ha statuito che "è indubbio che la condotta dell’amministrazione non possa ritenersi illegittima e comunque idonea a discriminare o demansionare il ricorrente" aggiungendo che lo stesso Ente "avrebbe potuto adottare, proprio perché nella specie trattasi di reati inerenti l’esercizio della funzione pubblica, sanzioni disciplinari che nella specie non sono state adottate".

E' stata altresì confermata, infine, la piena legittimità del ricorso ad affidamenti esterni per coprire il buco derivato dallo spostamento di Terreri ad altro settore, e sono state respinte le domande risarcitorie e di corresponsione dell’indennità di risultato, legittimamente, dunque, trattenuta dall’amministrazione comunale di Piedimonte Matese.

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