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Accusa il marito di averla provata a strangolare ma si era inventata tutto

L'uomo 'salvato' da un testimone: il giudice lo ha assolto. La Procura aveva chiesto 2 anni

Aveva accusato il marito di averla provata a strangolare e di aver dato fuoco alla loro casa al mare e, per questo, l’uomo, un imprenditore residente a Marcianise, era stato messo sotto indagine e colpito anche da un divieto di avvicinamento alla stessa.

Ma al termine del dibattimento la verità che è emersa è stata completamente diversa. Tanto da spingere il giudice monocratico del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Alessandro De Santis ha assolto l’imputato dopo la richiesta di condanna a due anni avanzata dalla Procura.

Nel corso del dibattimento è infatti emerso che la coppia si era separata dopo che il marito aveva scoperto una relazione della donna con un’altra persona e che la stessa si era provocata da sola le escoriazioni al collo con una corda (fatto questo notato da un testimone che è stato escusso in udienza). Non solo: è emerso anche che l’incendio della casa al mare era stato provocato da un corto circuito.

Nel corso della sua arringa, l’avvocato dell’imprenditore, Mariano Omarto, ha sottolineato come i problemi nella coppia e le successive denunce erano arrivate proprio dopo la separazione per il tradimento, in seguito al quale il marito aveva accettato di corrispondere un assegno mensile ma aveva negato di concedere il fitto di alcuni immobili di proprietà.

Tesi che è stata accolta dal giudice che ha mandato assolto l’imputato per le accuse di stalking e lesioni.

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