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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca Marcianise

Schede elettorali alterate alle Regionali: assolta la consigliera Iodice

Il giudice conferma la falsità dei voti ma esclude la responsabilità del medico: "Ha acceso un faro sulla stessa sezione"

Assolta la consigliera regionale Maria Luigia Iodice, in merito ai 13 voti ottenuti nella sezione 9 del Comune di San Cipriano di Aversa, alterati, secondo l’accusa, con il coinvolgimento della stessa professionista nel corso delle Elezioni Regionali 2020. Il gup Raffaele Coppola del tribunale di Napoli Nord ha sentenziato l’assoluzione per la dottoressa di Marcianise “per non aver commesso il fatto”. Inoltre lo stesso Giudice ha rigettato le richieste della parte civile costituita, Agostino "Steve" Stellato.

Nel verdetto il giudice ha ripercorso la vicenda dei presunti voti 'alterati' in favore della Iodice in una sezione elettorale di San Cipriano d'Aversa. Ben 14 preferenze in cui il nome della Iodice sarebbe stato aggiunto - forse in un secondo momento - con una matita non conforme (addirittura tendente al blu) ed in 'corsivo' piuttosto che a stampatello come l'altra preferenza data ad un candidato uomo sulla stessa scheda. Una circostanza che è stata messa nero su bianco dal consulente tecnico dell'accusa che nella sua perizia ha evidenziato come il nome della Iodice sia stato "apposto dalla medesima mano". La consulente ha escluso che quei nominativi possano essere stati aggiunti dai componenti del collegio elettorale. 

Ma se da un lato quei voti sarebbero 'falsi' dall'altro non è stato possibile stabilire il coinvolgimento della consigliera regionale nella vicenda. Lei stessa, in sede di interrogatorio, ha ammesso di non avere conoscenze a San Cipriano d'Aversa, comune dove non avrebbe svolto una campagna elettorale "particolarmente assidua". Inoltre, è stata la stessa Iodice a sollecitare - in sede di ricorso amministrativo incidentale - un controllo della stessa sezione di San Cipriano d'Aversa dove poi sarebbero uscite le preferenze alterate. Un atteggiamento che confermerebbe la sua buona fede. 

Il giudice, nelle motivazioni contestuali della sua sentenza, ha ribadito, infine, che quei 14 voti non avrebbero influito sul risultato finale essendo lo scarto tra Maria Luigia Iodice e il primo dei non eletti Stellato di circa 152 voti.

“La trasparenza e la lealtà sono la mia nota distintiva – ha dichiarato la consigliera regionale - Ho basato la mia esistenza su principi etici e legali senza mai tradirli. Sono cattolica ed ho sempre creduto nella Divina Provvidenza che mi è venuta in soccorso allorquando chi, in cattiva fede, ha cercato di farmi del male. Credo fermamente nella giustizia esercitata e fatta prevalere dai Magistrati. Ringrazio, infine, chi mi ha espresso lapiena solidarietà in questo periodo non facile”.

La consigliera regionale è stata difesa dagli avvocati gli avvocati Giacomo Papa e Ida Sagnelli mentre la parte civile Stellato è stata rappresentata in giudizio dall'avvocato Francesco Parente.

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