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Compravendita di un neonato: in carcere due russi, due italiani, un avvocato e la madre del bimbo

Caserta - Due cittadini russi, due italiani, un avvocato e la madre di un bambino ucraino sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri della compagnia di Cassino dopo una lunga indagine della Procura per compravendita di un neonato. Gli...

Due cittadini russi, due italiani, un avvocato e la madre di un bambino ucraino sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri della compagnia di Cassino dopo una lunga indagine della Procura per compravendita di un neonato. Gli arrestati sono tutti domiciliati nella provincia di Caserta e sono accusati di soppressione di stato civile di minore e favoreggiamento personale. Sulla vicenda indaga la Procura di Cassino per capire se la banda fosse responsabile anche della vendita di altri minori in Italia.

L'inchiesta è iniziata in primavera, nel mese di aprile, quando, in un paese del cassinate, i carabinieri hanno sorpreso due imprenditori (marito e moglie) che passeggiavano con un bambino in tenera età. Il piccolo non pareva essere loro figlio in quanto da tempo la coppia provava ad avere bambini senza riuscirvi. Poi è arrivata la denuncia di un medico che durante una visita ha ritenuto che il bambino non fosse figlio della coppia. Da qui è partita l'indagine che si è conclusa questa mattina con l'emissione delle sei ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip di Cassino. Tutti i protagonisti della vicenda hanno ottenuto gli arresti domiciliari.
La coppia di genitori "adottivi" aveva concordato con l'uomo e la donna russa l'acquisto del piccolo per 25.000 euro, di cui 15.000 subito e 10.000 alla fine della pratica della adozione. I russi però quando hanno capito che per legalizzare l'adozione con l'impegno del legale coinvolto, sarebbero dovuti trascorrere almeno altri due o tre anni, hanno cominciato a pressare la coppia per avere la parte restante del denaro. La coppia italiana allora si è resa irreperibile, trasferendosi in un albergo di San Giorgio a Liri (Cassino) con il piccolo Gennaro; così avevano chiamato il piccolo.

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