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'Le luci di Salerno': a lezione di accoglienza turistica

Caserta - Ieri sera abbiamo partecipato ad una gita di gruppo a Salerno, organizzata nell'ambito del programma delle gite sociali dell'Auser di Caserta. Per tutti è stata una visita istruttiva in una città piena di luci, animata da un flusso...

Ieri sera abbiamo partecipato ad una gita di gruppo a Salerno, organizzata nell'ambito del programma delle gite sociali dell'Auser di Caserta. Per tutti è stata una visita istruttiva in una città piena di luci, animata da un flusso impressionante di visitatori dalla Campania (ma anche da altre città italiane). E' stato uno spettacolo molto bello: finalmente un messaggio positivo di buon governo nel nostro Sud, fondato sull'efficienza e sulla partecipazione. Si tocca con mano che la città è retta con autorevolezza e competenza, da un sindaco e da amministratori che garantiscono il funzionamento della macchina comunale e dei principali servizi di pubblica utilità.
A fronte del degrado sociale e civile di Napoli sommersa dai rifiuti da anni, è un vero piacere girare per le strade principali (ma anche nei piccoli vicoli del centro storico) ben curate e pulite: qui la raccolta differenziata funziona e si vede bene.
L'altro dato che emerge è quello della partecipazione e del coinvolgimento dei vari soggetti sociali, economici (a partire dagli artigiani e dagli operatori del commercio) e del mondo del terzo settore, che si esalta nello splendido spettacolo delle luminarie. Si rimane incantati dai giochi di luce e dalle magie che animano alcuni spazi (come i giardini pubblici).
A Salerno si dimostra che è possibile costruire città vive, produttive e accoglienti. Finalmente si incontrano tanti giovani, che vivono i loro spazi e sembrano felici della loro città. Si vede che i cittadini sono di nuovo orgogliosi di appartenere ad una comunità dove si vive bene insieme, nella quale cresce di nuovo il senso di appartenenza, di identità (come direbbe il sociologo Cassano di "amor loci"). Anche gli immigrati sembrano bene integrati nella intensa "movida" che anima le serate salernitane.
Tutto questo certamente produce ricchezza e benessere per le tante attività che si sono sviluppate negli ultimi anni intorno ai flussi crescenti di turisti e di visitatori: in ogni angolo di strada e in ogni piazza vi è un proliferare di mercatini e di punti vendita.

Il rientro a Caserta è stato davvero triste: che squallore e freddezza ritrovare le strade e le piazze vuote, con quelle luminarie povere e brutte (al confronto dello splendore di luci di Salerno).
Per questo motivo mi è venuta l'idea di avanzare una proposta al candidato sindaco del centro sinistra (ma anche a quello di centro destra, quando sarà scelto) di trarre esempio e spunto da Salerno. Non è un'utopia né un sogno realizzare un programma per costruire una città della conoscenza veramente accogliente, attrattiva, solidale e produttiva. Visto che si sta avviando il cantiere delle idee per le prossime elezioni amministrative in cui impegnare le migliori risorse e competenze della città, forse non sarebbe male organizzare una giornata di studio a Salerno, una forma di stage con il sindaco e con i vari dirigenti per capire come hanno fatto a realizzare una "governance" innovativa ed efficiente. Come si dice in Europa, cerchiamo di studiare le buone pratiche per evitare di rimanere vittime dei cattivi esempi di mal governo e di disastri civili prodotti in tante realtà a noi vicine (come Napoli, Afragola, Castel Volturno, solo per fare gli esempi più eclatanti).

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