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Camorra, omicidio Michele Cangiano: Squadra Mobile esegue custodia cautelare per Buttone e Trombetta

San Nicola la Strada - Lo scorso 24 dicembre, la Squadra Mobile di Caserta ha dato esecuzione all'o.c.c.c. Nr. 56615/05 RGNR e Nr. 28/08 Mod. 16, emessa il precedente 21 dicembre scorso dalla Corte di Assise - III^ Sezione di Santa Maria C. V...

Lo scorso 24 dicembre, la Squadra Mobile di Caserta ha dato esecuzione all'o.c.c.c. Nr. 56615/05 RGNR e Nr. 28/08 Mod. 16, emessa il precedente 21 dicembre scorso dalla Corte di Assise - III^ Sezione di Santa Maria C. V., per concorso nell'omicidio di Michele Cangiano nato a Maddaloni il 6.6.1961, assassinato in un agguato di stampo camorristico il 22 agosto 2000 in San Nicola la Strada, nei confronti di: Bruno Buttone, nato a Marcianise il 20.5.1972, pregiudicato e Luigi Trombetta, nato a Marcianise il 19.10.1956, pregiudicato, entrambi esponenti di spicco del clan "Belforte" operante a Marcianise e comuni limitrofi.
La misura restrittiva era stata richiesta dalla Procura Antimafia di Napoli a seguito della condanna alla pena dell'ergastolo emessa il 15 dicembre scorso, in primo grado, per il delitto in argomento, dalla stessa Corte di Assise di Santa Maria C.V.
Cangiano, pregiudicato per associazione di stampo camorristico, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, armi e rapina, elemento di primo piano del Clan "Belforte", con il ruolo di esattore e trafficante di stupefacenti nonché referente nell'area di San Marco Evangelista, veniva assassinato a colpi di pistola nella serata del 21 agosto 2000, all'esterno del Bar Tropical ubicato in Via Italia a San Nicola L. S.
Le indagini della Polizia di Stato, avviate immediatamente, attraverso la ricostruzione delle ultime ore di vita della vittima, hanno permesso di individuare i presunti responsabili, mandanti ed esecutori materiali, del delitto ed accertarne il movente.
In particolare, l'eliminazione di Cangiano sarebbe scaturita dalla volontà di Bruno Buttone, Michele Froncillo, nato a Marcianise il 12.5.1975 - poi divenuto collaboratore di giustizia - e Luigi Trombetta, di eliminare colui che ambiva a soppiantarli nella reggenza del clan "Belforte".
L'incarico di attuare il progetto omicidiario veniva affidato ad un altro affiliato del clan, Ciro Salzano, nato il 10.2.1979, a sua volta assassinato qualche tempo dopo, il quale aspirava al ruolo di capo zona della vittima. Michele Cangiano fu attirato in una vera e propria trappola mortale. Infatti, secondo la meticolosa ricostruzione della Squadra Mobile di Caserta, confermata dalla acquisizione dei tabulati relativi al traffico telefonico delle utenze cellulari in suo possesso, mentre il Salzano concordava un appuntamento presso il bar Tropical di San Nicola con la vittima, altri due affiliati del clan, Giuseppe Iovinella, nato a Napoli il 19.2.1966, e Michele Musto, nato a San Marcellino il 12.5.1953, lo intrattenevano sino all'arrivo della vettura a bordo della quale si trovava il killer.
Michele Cangiano, attinto mortalmente al torace dai colpi di pistola, prima di spirare, ebbe il tempo di urlare un insulto - "bastardo" - al suo carnefice. L'esecutore materiale veniva poi identificato in Francesco Capuozzo, esponente di rilievo del clan "Catiero-Cardarelli" della zona "delle case nuove" di Napoli. Per tale delitto, infatti, nel giugno del 2007, venivano arrestati dalla Squadra Mobile di Caserta, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli su richiesta della Procura Antimafia, oltre agli esponenti del clan "Belforte" Buttone, Froncillo, Trombetta, Iovinella e Musto, anche il capoclan Gaetano Vatiero, nato a Napoli il 9.11.1963, a cui Ciro Salzano aveva chiesto aiuto per la esecuzione dell'omicidio.

Ciro Salzano, trafficante di cocaina per conto dei "Belforte", riforniva abitualmente il clan "Vatiero-Cardarelli" i cui esponenti, pertanto, fornirono il supporto richiesto.
Peraltro, pochi mesi dopo l'omicidio, la Squadra Mobile aveva già arrestato l'autista del killer, il pregiudicato Gianluca Pianelli, nato a Napoli il 10.2.1979, grazie alle impronte lasciate sulla vettura utilizzata per il raid omicida.

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