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Camorra, intimidazioni del Gruppo Setola ad amministratori comunali: 20 indagati tra cui Nuzzo e Scalzone

Castel Volturno - E' in corso una operazione della Squadra Mobile di Caserta finalizzata alla esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Napoli, su richiesta della Procura Antimafia, nei confronti di tre esponenti del "clan...

E' in corso una operazione della Squadra Mobile di Caserta finalizzata alla esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Napoli, su richiesta della Procura Antimafia, nei confronti di tre esponenti del "clan dei Casalesi-gruppo Bidognetti", tra i quali SETOLA Giuseppe ed un imprenditore della grande distribuzione, in relazione ai reati di partecipazione ad associazione mafiosa e violenza privata aggravata dal ricorso al metodo mafioso. Le misure sono l'epilogo di una complessa indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Antimafia di Napoli, che ha svelato le intimidazioni perpetrate, nell'autunno 2008, dall'allora latitante SETOLA Giuseppe nei confronti di amministratori del comune di Castel Volturno al fine di condizionarne le scelte nell' aggiudicazione dei lucrosi appalti previsti per il risanamento del litorale domitio. La Squadra Mobile di Caserta, inoltre, ha accertato le profonde infiltrazioni ed i condizionamenti, da parte della camorra, delle attività del comune casertano. Nell'ambito dell'operazione, infatti, la Procura Antimafia ha disposto l'esecuzione di numerose perquisizioni nei confronti dei vertici dell'amministrazione comunale di Castel Volturno degli ultimi vent'anni, tra i quali il sindaco uscente, attualmente magistrato presso la Procura Generale di Brescia, e quello in carica, nonché di funzionari ed impiegati. Oltre 20 persone, tra amministratori, funzionari ed appartenenti al corpo di polizia municipale, a vario titolo, risultano indagati per concorso in associazione di stampo mafioso, abuso d'ufficio, falso ideologico e materiale, in relazione ad una serie di condotte illecite posto in essere, tra il 2004 e 2008, al fine di agevolare e consentire l'esercizio abusivo di una struttura ricettiva risultata appartenente ad un imprenditore organico al clan dei casalesi, poi divenuto collaboratore di giustizia. La Polizia di Stato, inoltre, ha sequestrato anche un'agenzia di vigilanza riconducibile al clan dei casalesi.

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