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Resoconto incontro di studio sul tema della 'pedofilia' organizzato da Fidapa

Santa Maria Capua Vetere - La FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), organizzazione che si prefigge di supportare le iniziative delle donne sul piano culturale e professionale, valorizzandone le iniziative e le azioni nella...

La FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), organizzazione che si prefigge di supportare le iniziative delle donne sul piano culturale e professionale, valorizzandone le iniziative e le azioni nella vita culturale, sociale e politica, ha compiuto quest'anno 80 anni. Ai festeggiamenti di quest' evento, si sono affiancati quelli della sezione di Terra di Lavoro (Distretto Sud - Ovest), che di anni, invece, ne ha compiuti 50. Per l'occasione, la Presidente Rachele Napoletano e le socie della FIDAPA sez. Terra di Lavoro, con il Patrocinio del Comune di Santa Maria C.V., hanno organizzato una giornata tematica dal titolo "Donne spezzate - Madri mancate, donna vittima e attrice della pedofilia. L'esperienza della donna nella realtà culturale", tenutosi sabato 6 novembre. La giornata di studio sul tema, delicato e di strettissima attualità, è iniziata alle 9.30, presso il cinema Fellini di Curti, con la proiezione del film 'Anima Nera' del regista sammaritano Raffaele Verzillo. La pellicola, che tratta proprio il tema pedofilia con particolare audacia e realismo, ha avuto, tra gli altri, spettatori d'eccezione, come gli studenti dell'Istituto Comprensivo Mazzocchi di Santa Maria Capua Vetere. Alle 17:30 si è tenuta, invece, presso il Salone degli Specchi del Teatro Garibaldi della città del Foro una tavola rotonda sul tema cui hanno partecipato il Sindaco Giancarlo Giudicianni, il regista Raffaele Verzillo, la dott.ssa Egle Pilla, G.I.P presso il Tribunale di Napoli, il dott. Carlo Ambrosio Setti, sacerdote teologo e dermatologo presso l'ospedale dell'Immacolata di Roma, lo psicoterapeuta dott. Massimo Gaudieri, referente Caritas in Congo, il dott. Sergio De Martino, psicoterapeuta, consulente nonchè presidente dell'associazione Aquilone Blu, la dott.ssa Patrizia Mazzola, responsabile formazione e comunicazione del movimento Internazionale Umanità Nuova. A concludere i lavori moderati dalla dott.ssa Rosanna Rienzo, le considerazioni di Linda Napoli, presidente distrettuale (distretto Sud Ovest) della FIDAPA e la presidentessa nazionale dott.ssa Giuseppina Seidita. L'appuntamento si è aperto con la visione di alcune scene del film 'Anima Nera', molto toccanti e suggestive, con le considerazioni dell'autore in merito all'opera e alla situazione generale in tema di pedofilia, con i successivi auguri e saluti da parte del Sindaco Giudicianni alla FIDAPA, agli intervenuti e al pubblico con la consegna di una targa ricordo al regista Verzillo per l'opera di alto valore artistico e culturale. Il primo intervento è stato quello del GIP Egle Pilla che più volte si è trovata ad accertare vessazioni su minori e donne. "Anche se gli strumenti normativi sono sempre di più e la repressione di fenomeni del genere è necessaria, credo che sia una grande sconfitta per tutti che arrivino ancora casi del genere davanti ad un giudice". Così la Pilla che continua: "Informazione e sensibilizzazione sono importantissimi per creare una cultura che possa frenare alcuni tipi di comportamento e non parlo della morbosità e dell'attenzione distorta da parte dei media come nel caso Scazzi. Spesso i giudici - prosegue il GIP - si trovano a giudicare situazioni difficili con la chiusura da parte dei familiari, spesso madre e a basarsi sulle sole parole di un bambino. Noi dobbiamo attenerci ai fatti e non possiamo 'innamorarci' dei singoli casi. Dobbiamo essere consapevoli che ci si trova davanti alle vite di vittime e carnefici. Solo con la sensibilizzazione si può evitare gran parte di questi che sono crimini nei confronti dei minori". Il medico-sacerdote, come viene definito Carlo Ambrosio Setti, dermatologo e prete che ha riportato nel suo intervento delle statistiche di percezione della pedofilia. Pedofilia senza inganno, ha tenuto a sottolineare e così ha riportato le statistiche di uno studio milanese su studenti, donne e poliziotti che ha fatto emergere come per la maggior parte di essi i pedofili siano dei malati, per gli studenti siano dei bisessuali, mentre siano eterosessuali per donne e poliziotti. Per tutti la fonte principe di informazioni sui pedofili è data dai mass media e per tutti loro le pene devono essere severe. C'è chi invoca, secondo lo studio, anche la pena di morte, ma in minima parte. Per le donne le pene non risolvono il problema. "Sono stereotipi che cambiano col tempo e le reazioni sono dettate dal clima circostante, ma i cristiani devono essere sempre inclini al perdono, che non significa condividere un gesto", queste la parole di Setti che conclude con un verso del libro della Genesi (3,17: Caino e Abele). Il dott. Massimo Gaudieri, che opera sia presso il carcere di Poggioreale che in Congo per il recupero dei bambini soldato e delle bambine e ragazze violentate, ha portato delle testimonianze e profili di ragazzi di una terra martoriata dalla guerra che ha fatto 5 milioni di morti. Il programma di recupero pare funzionare, ma ovviamente con tante difficoltà, dato che la maggior parte di loro è stata vittima di violenze continue e reiterate nel tempo. Da qui una riflessione: "È evidente che ci sono dei problemi a livello profondo che però possiamo combattere e guarire nelle vittime, quanto nei carnefici. Ma solo se questi vogliono essere aiutati e guariti". Poi una critica al sistema penale: "Sono da sempre contro le classificazioni e le dicotomie. Il pedofilo può essere malato e criminale, e come si fa a trovare la scusante di una malattia per decurtare una pena? Sono solo due i casi in cui un uomo non riesce ad avere il controllo di se stesso e cioè quando si hanno psicosi gravissime e danni neurologici, per il resto c'è volontà". Sulla stessa scia l'intervento del suo collega De Martino che ha citato i dati sulle violenze in famiglia per poi fare una digressione sulla pedofilia femminile, su cui non c'è ancora una casistica e i cui dati sono pressoché nulli. "Combattere la pedofilia è impossibile - afferma De Martino - perché ci sono dei costi elevatissimi e non c'è un personale formato adeguatamente. Non credo possa funzionare la castrazione chimica o come hanno fatto in Inghilterra, rendere pubblico l'arrivo di un pedofilo nel quartiere che poi veniva pestato ad ogni trasloco". Poi conclude: "L'arma è culturale e l'informazione deve sensibilizzare a livello pratico non come ora avviene". Patrizia Mazzola, ha insegnato 20 anni nei quartieri a rischio di Palermo e negli anni '90 ha cominciato ad appassionarsi al tema, quando alcuni dei suoi studenti rientrarono nelle indagini su presunti abusi. Da allora si è sempre interessata del fenomeno pedofilia, soprattutto con l'avvento della digitalizzazione e del boom di internet anche dei rischi che i minori corrono on-line. I dati sono spaventosi e parlano di 272mila siti di pedopornografia nel mondo un giro d'affari di 5miliardi di dollari e prezzi al dettaglio per foto e vhs da capogiro. Tra il 2002 e il 2004 in Italia sono stati denunciati 15070 siti hard dedicati a minori. "È una vera organizzazione a delinquere che se ne sta in poltrona e che consente ad altri che stanno in poltrona di fare i loro comodi". Ma come combattere i rischi di violenze sui minori tramite la rete? Per la Mazzola è semplice: "I genitori - afferma - devono monitorare i figli e i loro accessi alla rete, comprare dei filtri di protezione e denunciare quando ci si imbatte in tali siti subito alla Polizia Postale, anche perché non è possibile scaricare da Emule un film qualsiasi e ritrovarsi un filmato del genere. In quel caso viene punito anche il possesso di quel materiale e si è passibili di reato. Quindi sarebbe anche bene - continua - rispettare il diritto d'autore. Ma poi attenzione a Facebook. Bisogna limitare l'immissione di dati personali, non pubblicare foto di figli, di vacanze e quant' altro perché a criminali e a gente del genere facciamo soltanto un piacere". Di qui le conclusioni di Linda Napoli che annuncia con il dipartimento giuridico del Distretto Sud - Ovest della FIDAPA la redazione di una proposta di legge sul contrasto alla pedofilia con pene più severe e della presidentessa nazionale Giuseppina Seidita che tira un po' le somme della discussione sulla pedofilia come patologia da curare e come crimine da contrastare, sottolineando l'impegno della FIDAPA per sensibilizzare le donne a denunciare, chiamando in causa anche le istituzioni che devono tutelare chi denuncia e aiutare a superare quel senso di vergogna che fa tendere verso l'omertà. Insomma un incontro toccante e ricco di spunti per un problema che è spesso taciuto nel nostro Paese e che viene alla ribalta solo quando ci sono eclatanti fatti di cronaca, dove più che comprendere le motivazioni e cercare soluzioni si fa a gara su quale sia la pena da infliggere e come spingendo solo più in là, sotto il tappeto, il problema di fondo.

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