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Imponevano caffe' ai bar: eseguite undici ordinanze di custodia cautelare al Clan dei casalesi fazione Setola

Caserta - La Squadra Mobile di Caserta ha eseguito questa mattina undici ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA di Napoli, nei confronti di altrettanti affiliati alla fazione dei...

La Squadra Mobile di Caserta ha eseguito questa mattina undici ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA di Napoli, nei confronti di altrettanti affiliati alla fazione dei Casalesi che fa capo a Francesco Bidognetti, detto 'Cicciotto 'e mezzanotte' ma per alcuni mesi - dall'aprile del 2008 al gennaio del 2009 - saldamente in mano al capo dell'ala stragista dell'organizzazione, Giuseppe Setola.
Gli indagati, tra cui lo stesso Setola, sono accusati, tra l'altro, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo camorristico, estorsioni aggravate e continuate, porto e detenzione di armi e munizioni. Setola e gli altri destinatari dei provvedimenti restrittivi sono ritenuti responsabili, in particolare, di estorsioni a centinaia di titolari di bar e caffetterie dell'agro aversano ed anche del litorale domiziano, costretti, tra l'altro, ad acquistare una miscela di caffé, il "Caffè Nobis", giudicata di pessima qualità, ad un normale prezzo di mercato. L'acquisto del prodotto era imposto a titolari di bar ed anche di salumerie da emissari del gruppo stragista. Le indagini sulle estorsioni a titolari di bar ma anche di salumerie e supermercati, furono avviate nell'ottobre di due anni fa, dopo il ritrovamento in un covo di Setola a Trentola Ducenta, di un notevole quantitativo di caffé 'Nobis', di fatture e di altra documentazione relativa alla commercializzazione del prodotto, il cui marchio ha preso il nome dal titolare di un bar di Trentola Ducenta, Giuseppe Nobis, uno dei destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite questa mattina dalla squadra Mobile di Caserta.
Ecco l'elenco degli arrestati: Giuseppe Setola di Luigi, nato a S. Maria C. V. il 5.11.1970, detenuto; Salvatore Santoro di Nicola, nato ad Aversa il 29.12.1987, detenuto; Gabriele Brusciano , nato a Napoli il 22/09/1978, detto Massimo, detenuto;Giuseppe Nobis di Ottavio, nato ad Aversa il 19.7.1979, libero. Giuseppe Guerra, nato a Santa Maria Capua Vetere il 26.12.1968, detenuto Davide Granato nato a Napoli l'1.7.1975, detenuto; Antonio Alluce nato a Caserta il 21.2.1976, detenuto; Giovanni Letizia, nato ad Aversa il 24.11.1980, detenuto; Bernardino Terracciano nato a Villa Literno il 2.10.1948, detenuto; Pasquale Musciarella nato a Parete (CE) il 30.01.1971, detenuto; Carlo Di Raffaele nato a Ipswich ( UK) il 05.12.1974, detenuto.

Le vittime, di fronte agli emissari del latitante, che si presentavano a suo nome, non avevano altra scelta che quella di cedere alle pretese dei camorristi, nonostante la pessima qualità del caffè, risultata inutilizzabile anche se miscelata ai soliti prodotti utilizzati dai baristi, molti dei quali, individuati dagli investigatori, hanno continuato a mantenere un atteggiamento omertosa e scarsamente collaborativo, anche perché l'estorsione era "mascherata" da una regolare fatturazione delle forniture.
"Quanto accertato - spiega una nota della Squadra Mobile di Caserta - trovava suffragio nelle dichiarazioni convergenti di diversi collaboratori di giustizia, affiliati al Clan Bidognetti e inseriti nella stessa frangia stragista di SETOLA, tra cui SPAGNUOLO Oreste, DIANA Francesco, cognato di BARONE Michele, DI CATERINO Emilio, MOLA Giovanni.

Più recenti collaboratori di giustizia, quali GAGLIARDI Giuseppe ed AMATRUDI Massimo, fornivano elementi ulteriori sulle attività estorsive in argomento riguardo al territorio di Castelvolturno, Villaggio Coppola ed il litorale domitio, teatro dei più efferati crimini riconducibili al gruppo SETOLA e dove più profonda era la percezione della sua strategia stragista.
Tutti, concordemente, hanno riferito in merito al ruolo svolto dagli indagati, le aree a loro assegnate nell'attività di imposizione del caffè, in particolare GUERRA Giuseppe si occupava di Frignano e San Marcellino, GRANATO Davide alias Tonino 'a minaccia, di Castel Volturno, SANTORO Salvatore Salvatoriello operava a Trentola Ducenta. NOBIS Giuseppe, invece, titolare egli stesso di un bar a Trentola Ducenta, rappresentava la mente imprenditoriale di questa particolare attività estorsiva, infatti, come accennato, egli aveva costituito una apposita società, la INTERPRICE s.a.s., con sede ad Aversa, ed il marchio "Caffè Nobis", per la commercializzazione del caffè, mentre BARONE Michele, che aveva attivato una partita IVA per il commercio all'ingrosso di caffè, ne era il braccio operativo che provvedeva alla materiale consegna delle buste ed all'incasso dei proventi che, poi, alimentavano la cassa del clan".

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