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Svolta indagini su agguato: imprenditore reagisce a estorsione e spara

San Marcellino - Svolta nelle indagini sul ferimento a colpi di pistola del 22enne Maurizio Zamariello di San Marcellino. I precedenti della vittima avevano fatto pensare subito ad una ritorsione di un gruppo avversario di camorra. A ferirlo...

Svolta nelle indagini sul ferimento a colpi di pistola del 22enne Maurizio Zamariello di San Marcellino. I precedenti della vittima avevano fatto pensare subito ad una ritorsione di un gruppo avversario di camorra. A ferirlo gravemente è stato, invece, un imprenditore edile del luogo, Antonio Mosca, di 43 anni, originario di san Marcellino ma residente da tempo nelle Marche. Quest'ultimo, secondo quanto hanno accertato i carabinieri del comando territoriale di Aversa, era da tempo nel mirino del giovane che minacciava anche i familiari dell'uomo per costringerlo a pagare tangenti.
Mosca, ha penato così di affrontare il giovane, ritenuto tra gli esattori del clan dei casalesi, durante una sagra paesana e gli ha sparato contro undici colpi di pistola, ferendolo in modo grave all'addome ed alle gambe. L'imprenditore è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio e condotto al carcere di S.Maria Capua Vetere.

Sulla vicenda ci sono stati anche interventi politici."Se effettivamente l' imprenditore edile casertano Mosca - dichiara il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli - ha affrontato e ferito gravemente un taglieggiatore del clan dei casalesi che minacciava anche la sua famiglia secondo noi ha fatto bene. Molto spesso le forze dell' ordine non sono in grado di tutelare gli imprenditori perchè ,sopratutto in alcune zone del casertano, i casalesi sono ramificati ovunque. Qualcuno dirà che la giustizia fai da te è sbagliata ma la nostra domanda è se questo imprenditore avrebbe fatto meglio a piegarsi alla camorra e pagare tangenti".
"Certo - continua Borrelli - le forze dell' ordine verificheranno l' esatta dinamica dell' accaduto e del perchè non ha denunciato subito le illecite richieste della camorra ma se le cose stanno come sta emergendo dalle prime verifiche onestamente non ce la sentiamo di condannare l' imprenditore. Anzi gli esprimiamo la nostra solidarietà"."Questo dimostra - conclude Borrelli - che nonostante l' impegno e forse l' eccesso di entusiasmo di alcuni ministri la criminalità organizzata è molto lontana dall' essere estirpata.D' altronde lo stesso Ministro Bossi oggi ha affermato che non ha aperto una sede della lega in Calabria ( dove precisamente non si sa ) per le minacce della 'ndrangheta. Siamo curiosi di sapere se la lega, che annovera tra le sue fila il Ministro dell' Interno Maroni, ha denunciato l' accaduto alle forze dell' ordine".

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