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Il Sindaco di Camigliano vittima della legalit

Camigliano - "Uno dei cavalli di battaglia di molti dei nostri politici è stato l'eliminazione delle Province fatta dipendere dall'istituzione dell'Ente Regione nato ormai , da circa 30 anni senza, però, che si verificasse, al contempo, l'evento...

"Uno dei cavalli di battaglia di molti dei nostri politici è stato l'eliminazione delle Province fatta dipendere dall'istituzione dell'Ente Regione nato ormai , da circa 30 anni senza, però, che si verificasse, al contempo, l'evento auspicato. Le Province, infatti, anziché essere abolite perché enti inutili i cui costi gravano sulla collettività , sono, nel corso degli anni, aumentate ( nel 2006 sono arrivate a nr. 109). Ciò nonostante qualcuno continua a blaterare reclamandone la soppressione ( un provvedimento in tal senso è stato inserito nell'ultima manovra economica governativa , poi, frettolosamente ritirato) senza esito giacché non si sa dove sistemare i politici in esubero. Per essi non esiste, a quanto pare, la cassa integrazione praticata con larghezza in FIAT
Si è dovuto, quindi, giustificare la permanenza dei citati Enti aumentandone le attribuzioni in un momento nel quale si richiede a gran voce il federalismo fiscale. Si è pensato, allora, di approvare, "opportunamente", una Legge , la nr. 26 del 2010, che, pur presentando visibili profili di incostituzionalità, ha ritenuto di dover regolamentare il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti , centralizzandolo , per la sola Regione Campania , in capo all'Ente Provincia. E' stato in ossequio a questa legge che il Prefetto di Caserta dr. Ezio Monaco, con solerzia inusitata e degna di miglior causa , ha preteso il rispetto della legalità infranta , a suo avviso, dal Sindaco di Camigliano Sig. Vincenzo Cenname, il quale , nonostante fosse stato, in passato, diffidato dal diligente funzionario governativo, si è rifiutato di trasmettere, come gli era stato imposto, nel giro di pochi giorni, alla società provinciale che gestisce la raccolta dei rifiuti, gli archivi della Tarsu e della Tia.
A nulla sono valsi i titoli di merito acquisiti, nello specifico settore di intervento, dall'Ente Locale disubbidiente che ha ottenuto l'inserimento nell'elenco nazionale dei Comuni virtuosi , perché a Camigliano la raccolta differenziata si attesta sul 65 per cento, ben sopra gli obiettivi di legge, la tariffa pagata , al riguardo, dai residenti è una delle più basse, l'Amministrazione ha istituito il compostaggio domestico , bloccato cave abusive e cementificazione forzata delle aree libere investendo nel risparmio energetico (utilizzazione dei Led per una parte dell'illuminazione pubblica).
Il risultato è stato l'attivazione della procedura di scioglimento del Consiglio Comunale. Il Sindaco recalcitrante dovrà lasciare il posto ad un Commissario ad acta di nomina prefettizia , mentre i suoi cittadini saranno, probabilmente, costretti a spendere di più per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.
Non gli è stato mai perdonato, evidentemente, di aver approvato, con delibera del Consiglio Comunale, nel maggio 2009, la rescissione del contratto con il consorzio unico di bacino delle province di Napoli e Caserta che ha anche impugnato la delibera in questione. Il Tar della Campania, tuttavia, non ha accolto il ricorso del consorzio, avallando, pertanto, la giusta decisione del Comune.
Si è opposto, cioè, alla creazione dell'ennesimo carrozzone che finanzia la politica ove troveranno , verosimilmente, degna sistemazione i non eletti , i trombati, i clientes, che devono pur guadagnarsi da vivere ( uno stipendio di appena 5 o 6 mila euro mensili non si nega neanche al peggior nemico). Nessuno può contrastare impunemente la creazione di una ulteriore gigantesca azienda, facilmente controllabile da componenti criminali, incapace di fornire un servizio di eccellenza e di promuovere una seria raccolta differenziata, ma capace, da subito, di far aumentare, e non di poco, la tariffa a carico dei contribuenti.
GIUSTIZIA E' STATA FATTA
E' notorio che tutti sono uguali di fronte alla legge senza nessuna distinzione di censo, di sesso, di razza e di religione e senza alcuna differenza tra Comuni efficienti e non, tra chi spreca e chi risparmia, tra chi gestisce direttamente e in modo efficace e chi specula e sperpera denaro pubblico.
E' proprio inevitabile che, in nome della legalità, ci si metta a priori dalla parte dell'ordine politico, si attribuisca, cioè, alle pretese di potere , di comando, il valore del "trionfo della giustizia"?

Il Sindaco di Camigliano nell'affermare la sua autonomia di giudizio e di critica come pratica di libertà ha prodotto una lacerazione del falso universale del diritto e della Legge.
GRAZIE SINDACO".

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