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Hogan contraffatte: arrestato titolare opificio clandestino

San Felice a Cancello - Il mercato del falso risulta essere ancora fiorente in Campania, nonostante le numeroseoperazioni che vengono portate a termine dalla Guardia di Finanza su tutto il territorioregionale, con l'applicazione delle nuove norme...

Il mercato del falso risulta essere ancora fiorente in Campania, nonostante le numeroseoperazioni che vengono portate a termine dalla Guardia di Finanza su tutto il territorioregionale, con l'applicazione delle nuove norme in materia di contraffazione, moltorestrittive, entrate in vigore nell'agosto del 2009 con l'emanazione della legge 23 luglio2009, n. 99.
In particolare, vengono utilizzati nuovi strumenti investigativi ed efficaci poteri diaggressione dei profitti illeciti: sono previsti aumenti di pene e forti misure patrimonialicome la confisca obbligatoria dei beni strumentali utilizzati e di altri beni di valorecorrispondente ai profitti illeciti conseguiti, la configurazione del reato di associazionea delinquere finalizzato alla commissione dei reati di contraffazione e gli accertamentipatrimoniali ed economici tesi a costruire il volume d'affari dell'attività illecita posta inessere.
In tale nuovo contesto normativo, le Fiamme Gialle di Marcianise hanno individuatoe sottoposto a sequestro in San Felice a Cancello (CE) un opificio destinato allafabbricazione e commercializzazione di calzature con marchio contraffatto HOGAN,perfettamente occultato in un locale adibito ad uso commerciale.

Nella struttura sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro numerosi macchinari diultima generazione, in grado di assemblare centinaia di scarpe, cliché perfettamenteimitati riportanti il marchio "HOGAN", circa 2.000 scarpe complete, già confezionate epronte per essere immesse sul mercato, oltre 8.000 pezzi semilavorati pronti per esseredefinitivamente assemblati, nonché un furgone carico di prodotti finiti utilizzato per ladistribuzione, per un valore complessivo pari a circa 150.000 Euro.
Da un'attenta e minuziosa attività investigativa, è emerso che il responsabile dell'attivitàsottoposta a sequestro è risultato sprovvisto di qualsiasi autorizzazione amministrativa eper la sicurezza sul lavoro, nonché totalmente sconosciuto al fisco (cosiddetto "evasoretotale"), con alle dipendenze dieci lavoratori completamente in nero, per la maggior parteprovenienti dall'agro aversano.L'intervento si è concluso con l'arresto del titolare dell'opificio, M.F., di anni 48, e con ladenuncia a piede libero di P.G., di anni 51.

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