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E' morto Pietro Taricone. Dolore e incredulit a Caserta. Saviano: 'Mio compagno al Liceo Diaz'

Caserta - Non ce l'ha fatta Pietro Taricone a vincere la sua battaglia più importante. Precipitato nella tarda mattinata di lunedì dopo un lancio con il paracadute a Terni, Taricone, 35 anni, è morto nel cuore della scorsa notte nell'ospedale...

Non ce l'ha fatta Pietro Taricone a vincere la sua battaglia più importante. Precipitato nella tarda mattinata di lunedì dopo un lancio con il paracadute a Terni, Taricone, 35 anni, è morto nel cuore della scorsa notte nell'ospedale della città umbra dove i medici avevano cercato in tutti i modi di salvargli la vita con una lunghissima operazione durata oltre nove ore. Troppo gravi lesioni interne riportate. Alla testa, all'addome e agli arti inferiori, accompagnate da emorragie definite "importanti" dai medici. Per ore equipe di chirurgia generale e vascolare hanno lavorato in sala operatoria supportati da molti altri specialisti.
Tra due ali di folla, scortata da una macchina dei carabinieri, è arrivata al cimitero di Trasacco l'auto che trasporta la salma di Pietro Taricone. Applausi scroscianti da parte della gente, ma anche tante lacrime: il carro funebre si è fermato per permettere agli amici di Pietro di portare la bara a spalla dentro al cimitero. La bara è stata posizionata a qualche metro dall'ingresso esterno del cimitero: ad accoglierla l'anziana nonna che tra le lacrime è riuscita solo a dire «Pietro, amore mio, cosa mi hai fatto...».
Si è conclusa poco dopo le 17.30, nella cappella dell'ospedale di Terni, la cerimonia religiosa strettamente privata voluta dalla famiglia di Pietro Taricone, prima del trasferimento del feretro dell'attore a Trasacco, vicino all'Aquila, suo paese di origine. Nella bara, Taricone è stato deposto con indosso la tuta da paracadutista e le scarpe da Trekking. A officiare quello che è stato definito dai familiari dell'ex concorrente del Grande fratello «un momento di preghiera» è stato il cappellano dell'ospedale, Dumitru Podac, il quale ha spiegato che si è trattato di esequie senza l'eucarestia. I congiunti di Taricone hanno chiesto anche ai giornalisti di tenersi a distanza. Il feretro era arrivato in chiesa intorno alle 16 dopo gli ultimi adempimenti medico-legali. Tra i presenti, i parenti più stretti, alcuni amici, due o tre personaggi del mondo dello spettacolo, come Marina La Rosa, che con Taricone aveva partecipato al reality, il produttore Domenico Procacci, e l'attore Rolando Ravello. «Tutto il mondo dello spettacolo si è stretto intorno a Pietro in questi due giorni - ha detto quest'ultimo ai giornalisti - ma oggi è stato rispettato il volere dei familiari di una cerimonia senza clamori». La compagna, l'attrice Kasia Smuntiak, ha preferito non portare la figlioletta della coppia, Sophie, di 6 anni. Il sacerdote ha riferito che nessuno ha parlato durante la cerimonia: «Hanno preferito ascoltare la voce dell'aldilà - ha detto - magari proprio la voce di Pietro».
Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Pietro Taricone. Rabbia e dolore per una morte improvvisa a Caserta dove Taricone ha vissuto gli anni dell'adolescenza e dove abitano ancora i genitori. A ricordarlo anche Roberto Savaniano suo compagno di scuola. "Abbiamo frequentato a Caserta la stesso liceo, io e Pietro - spiega lo scrittore - il liceo scientifico Diaz. Lo ricordo quando eravamo adolescenti, lui era rappresentante di istituto, un ragazzo carismatico, solare e un po' guascone. Nella Caserta di quegli anni la sua ribalta sconvolse tutti, si sentì aggredito da tanto successo, una luce che la nostra terra non è abituata a ricevere. E lui sulla soglia del circo mediatico seppe prendersi il suo tempo, scegliere il suo percorso, approfittare dell'opportunità avuta per studiare e migliorarsi. Non farsi ferire dalla bile o dalle accuse per il successo che in certe parti d'Italia è la colpa peggiore. Amava volare, "perché il cielo non tradisce" come ogni paracadutista sa. A tradirlo è stato l'atterraggio, è stata la terra.

Soffro per non essere riuscito a ringraziarlo, perché all'indomani delle critiche rivoltemi da Berlusconi, mi difese pubblicamente, cosa non scontata per chi viene dalla nostra provincia.
Mi mancherà riconoscere nei sui sguardi e nel suo atteggiamento l'inconfondibile matrice della mia terra, mi mancherà guardandolo ricordare la nostra adolescenza, le manifestazioni a scuola, le gite. Quella vita che lo attraversava e mi contagiava.Addio Pietro, addio guerriero".

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