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Minacce ai familiari del pentito: in arresto 5 esponenti del clan dei casalesi

Casal di Principe - Nella prima mattinata di oggi 18 giugno 2010, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casal di Principe hanno dato esecuzione all'Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Gip presso il...

Nella prima mattinata di oggi 18 giugno 2010, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casal di Principe hanno dato esecuzione all'Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli su richiesta dei magistrati del pool di contrasto al "clan dei Casalesi" della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di persone di Casal di Principe e San Cipriano d'Aversa, gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da fuoco, incendio, estorsione, favoreggiamento personale, violenza privata e violenza o minaccia per costringere a commettere un reato, commessi con l'aggravante di essersi avvalsi della forza di intimidazione derivante dall'appartenenza al sodalizio camorrista denominato "clan dei Casalesi" e del conseguente stato di assoggettamento che ne deriva nonché per riaffermare la supremazia sul territorio.
Il provvedimento è scaturito dall'intensa e prolungata attività d'indagine dei militari, confortata dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia nonché da investigazioni tradizionali e da attività di captazione telefonica che ha consentito di accertare non solo l'inserimento di Pezzella Massimo e B. M. nel "clan dei Casalesi", ma altresì di verificare il compimento, ad opera degli indagati, di gravi episodi minatori ai danni dei componenti della famiglia del collaboratore di giustizia Piccolo Raffaele, finalizzati a scoraggiarne la collaborazione, nella consapevolezza della estrema gravità delle dichiarazioni accusatorie rese nei confronti dei componenti della famiglia Schiavone (che hanno consentito, fra l'altro, l'applicazione di una misura custodiale in carcere per il triplice omicidio di Papa, Buonanno, Minutolo, nei confronti di Schiavone Nicola, figlio di Francesco soprannominato "Sandokan"); i gravi fatti contestati agli indagati erano inoltre volti a dimostrare alla collettività di Casal di Principe che, laddove i congiunti di un collaboratore non scelgano di dissociarsi dal pentimento e rifiutino di ricevere lo "stipendio del clan", non possono più essere accettati nei territori dominati dall'organizzazione camorrista, che in tal guisa riafferma la supremazia sul territorio. In particolare, i familiari del collaboratore di giustizia Piccolo Raffaele venivano dapprima costretti a cedere "gratuitamente" ed a titolo estorsivo un'autovettura nella loro disponibilità a Pezzella Massimo e Verazzo Luigi ed in seguito a subire loro stessi una grave e violenta aggressione ad opera del Verazzo e del suo intero nucleo familiare, nonché a subire l'incendio della loro autovettura nel mese di gennaio 2010.I fatti criminosi vedevano anche protagonista B.M., il quale spendendosi concretamente per un interesse dell'organizzazione camorrista denominata "clan dei Casalesi", non solo offriva uno "stipendio" ai familiari del collaboratore Piccolo Raffaele ma li "invitava" a ritrattare le accuse nei confronti del Pezzella e piegarsi alla volontà degli amici, esercitando un'indebita pressione sulle parti offese, carica di significato intimidatorio.
Gli arrestati, qui di seguito indicati, sono stati associati alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE), a disposizione dell'A.G.:
1. B. M, di anni 37, di Casal di Principe, gravemente indiziato di essere affiliato al "clan dei Casalesi" – fazione SCHIAVONE;
2.PEZZELLA Massimo, di anni 38, detto "palummiello", di Casal di Principe, gravemente indiziato di essere affiliato al "clan dei Casalesi" – fazione SCHIAVONE, fratello di PEZZELLA Nicola, detenuto, elemento di spicco della medesima organizzazione criminale;
3.VERAZZO Francesco, di anni 23;
4.VERAZZO Giovanni, di anni 51;

5.VERAZZO Luigi, di anni 45;
tutti gravemente indiziati di essere contigui al "clan dei Casalesi".

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