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Estorsione, truffa e altri reati: tre persone nei guai

Piedimonte Matese - A seguito di indagini da parte dei Carabinieri, tre persone sono finite nei guai per reati che vanno dall'estorsione alle lesioni personali, dalla truffa alla contraffazione. Il primo a finire nella rete dei Carabinieri della...

A seguito di indagini da parte dei Carabinieri, tre persone sono finite nei guai per reati che vanno dall'estorsione alle lesioni personali, dalla truffa alla contraffazione. Il primo a finire nella rete dei Carabinieri della locale Stazione è stato G.G., 40enne, di Piedimonte Matese, il quale tramite una serie di minacce e violenze nei confronti dei propri genitori, entrambi 70enni, si faceva consegnare somme di danaro per motivi tuttora in corso di accertamento. Per lui è scattata una denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, per i reati di estorsione e lesioni personali. Ad Alife, dopo una breve indagine dei Carabinieri della locale Stazione, è stata denunciata all'Autorità Giudiziaria, una donna residente a Napoli, P.R., 48enne, la quale tramite un sito internet simulava la vendita di elettrodomestici, che alcune donne del matesino acquistavano inviando i relativi importi ma dei prodotti non se ne vista nemmeno l'ombra. Una vera e propria truffa on-line, scoperta dai Carabinieri e che ora porterà la responsabile a rispondere davanti ai Giudici del reato di truffa aggravata. Infine gli uomini del Nucleo Radiomobile hanno proceduto con una denuncia a piede libero nei confronti di A.P., 45enne, di Dragoni, il quale durante un posto di blocco è stato trovato in possesso sia del certificato che del contrassegno assicurativo palesemente falsi. Ovviamente sia la documentazione contraffatta che il veicolo su cui viaggiava sono stati sottoposti a sequestro. Ora i Carabinieri vogliono vederci chiaro, negli ultimi tempi è sempre più frequente la scoperta di false assicurazioni in possesso dei proprietari di autovetture, i quali verosimilmente pagando cifre irrisorie si procurano documenti assicurativi contraffatti con la speranza di eludere i controlli delle forze dell'ordine. Su questo fenomeno è stata avviata dai militari una inchiesta con una serie di informative già inviate alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, non si escludono pertanto già nei prossimi giorni ulteriori sviluppi sulla vicenda.

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