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Truffe e false testimonianze, Coviello: 'Una task force sulla frodi'

Napoli - "E' del 2000 il libro "Truffa in nome della legge" (edito da Il Denaro), scritto unitamente a Maurizio Vallone -attuale Capo della DIA campano- sul fenomeno delle false testimonianze e, più in generale, delle truffe assicurative. E...

"E' del 2000 il libro "Truffa in nome della legge" (edito da Il Denaro), scritto unitamente a Maurizio Vallone -attuale Capo della DIA campano- sul fenomeno delle false testimonianze e, più in generale, delle truffe assicurative. E nonostante le nostre pratiche soluzioni proposte, da allora nulla è cambiato. Ci sarebbe da chiedersi il perchè."
A commentare le notizie apparse negli ultimi giorni sui mass media è Antonio Coviello, docente di Marketing Assicurativo nella II Università di Napoli, ex Ufficiale nella Guardia di Finanza e tra i massimi esperti della materia, che ricorda le tante iniziative realizzate -anche in sede universitaria- per sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica sul fenomeno.
"Già allora proponemmo con Vallone alcune possibili soluzioni al problema delle false testimonianze, tra cui una - ricorda Coviello- ma, da allora, nulla è stato fatto. Sul fenomeno, sono stato addirittura audito anche in Commissione Attività produttive presso il Senato della Reppubblica, illustrando dati e soluzioni possibili; ma evidentemente sono troppi gli interessi e le connivenze che ingrassano le tasche dei 'soliti' pochi, a danno della collettività, che ostacolano il cammino della legalità".
"Paradossalmente -rincara l'esperto antifrode- il sistema assicurativo tende a proteggere il soggetto truffaldino senza fornire alcuna garanzia per l'assicurato. Spesso le Compagnie assicuratrici preferiscono pagare il sinistro in odore di truffa, perchè difficilmente dimostrabile, epperò scaricando sull'utenza finale onesta il costo dell'intera operazione, attraverso il rincaro delle tariffe".

"Occorre, però, evidenziare anche il grave stato di disagio in cui gli uffici sinistri delle Compagnie operano in zone ad alta incidenza criminale -ammonisce Coviello- dove spesso i dipendenti delle Compagnie vengono fatti oggetto a ripetute minacce ed intimidazioni o, in alcuni casi fortunatamente circoscritti, anche a violenze e lesioni ad opera di quei soggetti legati ai faccendieri di cui si scrive in questi giorni sui giornali. Anche in questi casi, però, la collaborazione delle Compagnie e degli stessi dipendenti con le Forze dell'Ordine è scarsissima."
"Per debellare il fenomeno dei falsi sinistri -spiega l'esperto- occorre un coordinamentio dell'attività antifrode a livello nazionale, oltre a misure e correttivi da adottare in ambito locale. Ad esempio, sarebbe auspicabile anche una attenta attività di controllo in sede ospedaliera di tutta la procedura delle certificazioni sanitarie soprattutto relativa ai Pronto Soccorso. Nel corso di numerose indagini effettuate in passato, è emerso infatti che la truffa è stata consumata grazie alla complicità di personale degli Enti ospedalieri che hanno sottratto moduli in bianco di cartelle cliniche, di certificati, nonché timbri dei medici e della struttura sanitaria. In tal modo è stato possibile compilare questi moduli costruendo una cartella clinica interamente falsa. Il tutto è reso agevole da un'assoluta mancanza di controllo sulla custodia dei moduli e dei registri e grazie alla mancanza di precise disposizioni".--

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