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Estorsioni a due imprenditori: 4 fermi della Squadra Mobile

Caserta - Alle prime ore di stamane personale della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal vice questore Rodolfo Ruperti, coadiuvato da personale della Squadra Mobile di Latina, ha eseguito decreto di fermo emesso ieri dalla Direzione Distrettuale...

Alle prime ore di stamane personale della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal vice questore Rodolfo Ruperti, coadiuvato da personale della Squadra Mobile di Latina, ha eseguito decreto di fermo emesso ieri dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, a firma dei sostituti procuratori Antonello Ardituro, Alessandro Milita e Cesare Sirignano, nei confronti delle alcune persone ritenute responsabili di tentata estorsione aggravata dalle modalita' mafiose ai danni di un facoltoso imprenditore edile, originario del casertano, ma residente da anni in provincia di Venezia ove e' titolare di una importante impresa edile, e di un possidente originario e residente a Viterbo: Paolo Gallo di anni 73 originario di Frignano, ma residente da tempo a Latina, pregiudicato; Michele Coppola di anni 45 originario di Casal di Principe residente a Latina, pregiudicato, cognato di Schiavone Walter fratello del capo clan Francesco - "Sandokan"; Ciro Montella di anni 62 nato Napoli, residente a Frignano, pregiudicato; Salvatore Montella di anni 34, nato a S.Maria Capua Vetere, residente a Frignano, figlio del predetto Ciro Montella.

Dalle indagini e' emerso in particolare che Paolo Gallo e Michele Coppola agivano con il ruolo di "dirigenti" del clan camorristico dei casalesi essendo inseriti organicamente nella struttura a livello del massimo potere decisionale, mentre Ciro e Salvatore Montella avrebbero fornito notizie utili alla perpetrazione delle attivita' estorsiva dell'organizzazione camorristica in argomento che al momento puo' contare su referenti ed appoggi logistici in varie regioni d'italia centrale e settentrionale.
E' emerso inoltre che la richiesta estorsiva formulata all'imprenditore veneto era stata quantificata in 30.000 euro da pagare in 6 rate di 5000 euro. La vittima, gia' nell'anno 2002, fu oggetto di estorsione ad opera di altri appartenenti al clan dei casalesi che furono identificati e tratti in arresto.

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