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Racket del 'Caro Estinto', operazione Requiem: arresti e sequestri a ditte onoranze funebri

Santa Maria Capua Vetere - Sono 12 gli indagati nell'inchiesta "Requiem" che ha portato ieri mattina all'arresto di sette persone di cui 4 in carcere, tre ai domiciliari ed alcuni in divieto di dimora. In carcere sono finiti gli imprenditori delle...

Sono 12 gli indagati nell'inchiesta "Requiem" che ha portato ieri mattina all'arresto di sette persone di cui 4 in carcere, tre ai domiciliari ed alcuni in divieto di dimora. In carcere sono finiti gli imprenditori delle pompe funebri Vincenzo Martino (la Concordia), Vincenzo Palazzo di Grazzanise ed Angelo e Gaetano Cerreto di Marcianise. Arresti domiciliari invece per l'imprenditore delle pompe funebri Maurizio Merone e i centralinisti/addetti alla portineria dell'ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) Raffaele Santillo e Antonio Monaco. Divieto di dimorare a Santa Maria per l-mprenditrice Matilde Vecchione. Dalle prime ore dell'alba i Carabinieri delle Compagnie di Santa Maria Capua Vetere e Caserta hanno eseguito i provvedimenti per "corruzione nell'assegnazione di feretri ad imprese funebri, illecita concorrenza mediante violenza o minaccia e tentata estorsione". In manette titolari e dipendenti di imprese funebri che si accaparravano i funerali attraverso regali e bustarelle concesse a due centralinisti dell'ospedale di Santa Maria Capua Vetere (anch'essi arrestati). Coinvolti inoltre due soggetti contigui al "clan dei Casalesi", responsabili di aver esercitato pressioni e minacce ai danni di una titolare di impresa funebre per costringerla ad aderire ad un consorzio che gestisse in regime di monopolio il settore delle onoranze funebri nel comune sammaritano. Sequestrati anche beni aziendali e sedi operative di cinque imprese funebri. Le indagini costituiscono la prosecuzione della cosiddetta operazione 'Thanatos' che, lo scorso 26 gennaio, portò allo smantellamento di una vera e propria consorteria criminale eseguendo 22 ordini di custodia cautelare e a otto divieti di dimora. Allora come adesso il gruppo criminale era dedito al condizionamento del libero mercato nel settore delle onoranze funebri.

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