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Calamit naturali: in arrivo polizza obbligatoria

Napoli - "Le catastrofi naturali costano allo Stato due miliardi all'anno. Un impegno che, in un paese con un territorio in gran parte a rischio, potrebbe essere sostenuto più efficacemente con una polizza assicurativa mista pubblico-privata...

"Le catastrofi naturali costano allo Stato due miliardi all'anno. Un impegno che, in un paese con un territorio in gran parte a rischio, potrebbe essere sostenuto più efficacemente con una polizza assicurativa mista pubblico-privata, coperta a livello comunitario. Il denaro 'risparmiato' dallo Stato verrebbe così utilizzato per prevenire tali disastri, intervenendo con politiche di risk management sul territorio".
Lo ribadisce Antonio Coviello, docente nella Seconda Università di Napoli ed esperto del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRAT), all'indomani della tragedia dei paesi del messinese sconvolti dall'alluvione,, sottolineando che anche il Governo, attraversoil Ministro Brunetta, si è espresso favorevolmente in tal senso.
Coviello ricorda anche che lo stesso sottosegretario Guido Bertolaso ha tracciato, in una lettera indirizzata al presidente del consiglio Berlusconi, .Inoltre, oltre a circa 300 comuni che rappresentano il 52,8%
i Comuni i cui piani regolatori sono subito da aggiornare in Campania appaiono 82:
8 in provincia di Napoli, 6 in provincia di Avellino, 14 in provincia di Benevento, 4 in provincia di Caserta, 50 nel Salernitano. Circa 300 comuni (sempre campani), invece, necessitano un continuo monitoraggio per individuare eventuali rischi di calamità naturali legate a fenomeni di smottamenti e frane.
"Attualmente non esiste una legge che imponga allo Stato l'indennizzo dopo una calamità", specifica Antonio Coviello, "i governi varano provvedimenti specifici, ad esempio tassazioni una tantum, per reperire le somme necessarie a effettuare gli interventi di soccorso alle strutture private, oltre che a quelle pubbliche. Né, a livello legislativo, è stato mai formalizzato un criterio sulla base del quale distribuire gli indennizzi. Peraltro, in un paese particolarmente esposto alle calamità naturali come l'Italia, il procedimento di valutazione e risarcimento che inizia con la dichiarazione dello 'stato di emergenza' e finisce con la distribuzione delle risorse attraverso gli enti locali è risultato spesso lungo, inefficace e complesso".
Secondo i dati ufficiali del ministero dell'Ambiente, sono a 'rischio elevato' calamità naturali lo 89% dei comuni umbri, lo 87% di quelli lucani, lo 86% in Molise, il 71% in Liguria e Val d'Aosta, il 68% in Abruzzo, il 44% in Lombardia. Ma come riferisce il Centro Studi AssicuraEconomia.it, oltre la metà degli italiani vive in aree soggette ad alluvioni, frane, smottamenti, terremoti, fenomeni vulcanici.
"Ad oggi, però, la domanda degli italiani per questo tipo di polizze è molto ridotta, specie in confronto a Stati Uniti e Giappone -spiega l'esperto economista- ad essere assicurate contro le calamità naturali sono soprattutto le aziende medio-grandi, una parte di aziende medio-piccole e pochissimi privati cittadini. Con una polizza obbligatoriasi potrebbero, allora, così ipotizzare quattro livelli di intervento: franchigia a carico dell'assicurato, intervento dell'assicuratore diretto, intervento del riassicuratore privato e, solo in ultima istanza, intervento dello Stato"
"Una adeguata copertura assicurativa - precisa Coviello- consentirebbe di far coprire i danni ai beni privati dalle compagnie del settore, lasciando all'intervento dello Stato solo le spese di primo soccorso e di ripristino delle opere e delle infrastrutture pubbliche. Così come avviene nei ventuno paesi che hanno già previsto un sistema pubblico o parzialmente privatizzato di assicurazione contro le calamità naturali: tra questi, Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Francia, Germania, Giappone, Spagna, Messico, Turchia e Romania". E' stato calcolato dall'Ania (l'associazione che raggruppa le imprese assicuratrici in Italia) che se le coperture diventassero obbligatorie, la stima dei premi per una assicurazione sull'abitazione contro tali eventi costerebbe intorno ai 150 euro annui, per un appartamento medio di 100 mq.
Secondo le stime del Dipartimento della Protezione civile, dal 1997 al 2003, i danni materiali provocati in Italia da calamità naturali, ammontano a circa 32 miliardi di euro. Nel complesso, i danni ad abitazioni sono circa il 30% del totale una media che va dal 56% in caso di eventi sismici al 6,5% per alluvioni e frane. Nel solo decennio 1994-2004, per tamponare i danni di alluvioni, terremoti e frane più gravi, lo Stato si è esposto per 20.946 milioni di euro, circa due miliardi all?anno, cui va aggiunto un altro miliardo e mezzo complessivo di interventi minori.

Si è più volte tentato di mettere a punto uno strumento assicurativo che rispondesse al problema dei risarcimenti inerenti a tali eventi, continua Coviello,
Ad esempio -conclude Coviello- si potrebbero attivare polizze Catastrophe cover, ricorrendo a un consorzio obbligatorio europeo di riassicurazione che potrebbe assumere anche un ruolo di monitoraggio dei rischi, mediante un proprio corpo peritale. Le polizze andrebbero infatti parametrate sulla probabilità di accadimento nei diversi contesti territoriali, utilizzando sia le ricerche scientifiche, sia le serie storiche disponibili, in particolare per i terremoti, conclude l'esperto del Cnr.

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