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Operazione Gdf anti contrabbando: arrestato ucraino

Aversa - Il ruolo della Guardia di Finanza a difesa degli interessi erariali dello Stato e della Comunità Europea, assume contorni ancor più marcati in periodi, come questo, di accertata difficoltà economica.In tale contesto, gli uomini delle...

Il ruolo della Guardia di Finanza a difesa degli interessi erariali dello Stato e della Comunità Europea, assume contorni ancor più marcati in periodi, come questo, di accertata difficoltà economica.
In tale contesto, gli uomini delle Fiamme Gialle, non lesinano alcuno sforzo per combattere qualsivoglia forma di criminalità economica.
Dopo il sequestro di oltre una tonnellata effettuato alla fine di agosto, il nuovo mese si apre con un ennesimo intervento che ha portato al sequestro di circa 1.200 kg di T.L.E. di contrabbando.
Nell'ambito dei consueti controlli che vengono effettuati lungo le arterie stradali è stato sottoposto a controllo, prima dell'uscita del casello autostradale di Napoli est, un furgone Renault Master sul quale viaggiava un cittadino di nazionalità ucraina.
Ad insospettire i militari delle fiamme gialle normanne sono state le sospensioni del mezzo particolarmente ribassate che evidenziavano un eccessivo carico anche per un furgonato.
All'atto dell'apertura del portellone posteriore, infatti, i finanzieri si sono visti quasi sommersi da stecche di sigarette che erano state poste sfuse per riempire il vano bagaglio fino ad occuparne ogni minimo spazio. Al termine delle operazioni sono infatti risultate stipate nel furgone 98 casse da 10 kg e circa 220 kg di bionde sfuse.
Il cittadino ucraino, M.D. di anni 29 è stato tratto in arresto e associato presso la casa circondariale di Poggioreale a disposizione dell'A.G. napoletana.
L'intervento rappresenta un altro duro colpo inflitto alle organizzazioni criminali che stanno tentando di reintrodurre il contrabbando nell'hinterland napoletano e nell'agro aversano.

Il mancato danno subito dall'erario con l'intervento dei baschi verdi del Gruppo di Aversa è superiore ai 150.000 euro tra imposte doganali e Iva.
L'organizzazione criminale cui il prezioso carico era diretto ha visto pertanto sfumare un introito "nero" pari a circa 250.000 euro.

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