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P.Rungi: 'Autovelox immorali per uso distorto'

Mondragone - "Gli autovelox sono immorali se vengono utilizzato per altri scopi che non siano quelli della prevenzione degli incidenti stradali e delle morti sulle strade", lo afferma il teologo morale, campano, padre Antonio Rungi. "Le...

"Gli autovelox sono immorali se vengono utilizzato per altri scopi che non siano quelli della prevenzione degli incidenti stradali e delle morti sulle strade", lo afferma il teologo morale, campano, padre Antonio Rungi. "Le istallazioni eccessive di autovelox ad ogni parte anche dove non ce n'è necessità mi sembra che abbiano l'unico fine quello di intascare i soldi delle multe di automobilisti indisciplinati o disattenti ai segnali di controllo di velocità. "C'è il rischio di utilizzare questo strumento per riempire le casse dei vari Enti. La multa, così, non è più un deterrente per l'osservanza delle regole del Codice stradale, finalizzate alla salvaguardia delle persone e della società, bensì uno strumento economico per colmare i debiti o aumentare gli introiti o ottenere un maggiore guadagno personale. Le multe, in alcuni casi, ripagano in produttività l'Ente che le commina. Tutti i sistemi moderni di controllo elettronico -precisa il teologo- vanno contro la dignità della persona umana, della sua libertà, della sua vita privata. Dalle telecamere, alle macchine fotografiche installate agli incroci per controllare i semafori e le relative infrazioni, agli autovelox in dotazione alle Forze dell'Ordine e alla Polizia Municipale sono strumenti immorali, anche se legittimati dalla legge. Ma si sa che non tutto ciò che è legale è anche moralmente accettabile. Giusto quindi che questi strumenti vengano utilizzati e gestiti dai tutori della legge e non da ditte private o altri soggetti esterni alle istituzioni pubbliche e statali".Padre Rungi fonda questa sua profonda convinzione sullo stesso Vangelo e sull'etica sociale: "La correzione fraterna - secondo il teologo- va effettuata nel momento stesso in cui una persona sbaglia, anche per rendere efficace la stessa correzione. O al più nell'arco di qualche ora. La multa è una vera e propria forma di correzione e se vogliamo di punizione per un errore, molte volte involontario, commesso dall'automobilista ignaro. Penso che prima di procedere alla comminazione di certe multe è opportuno accertarsi della facilità dello sbaglio di uno stesso conducente. Invece di investire soldi pubblici per sistemare congegni elettronici per controllare tutti, sarebbe più utile avere un sistema di controllo centralizzato sulle infrazioni compiute da una stessa persona o conducente. Bisogna penalizzare i recidivi, coloro che non si correggono mai nel modo di guidare, piuttosto qualche malcapitato che si trova a sbagliare per la prima volta. Ecco -conclude padre Rungi- la multa dovrebbe assumere un carattere educativo, e quindi preventivo, per rispettare il Codice della strada, piuttosto assumere, come di fatto sta diventando, il carattere punitivo e specialmente uno strumento redditizio per Comuni ed Enti vari".
Da qui l'invito a "modificare le norme in materiale di traffico e a rivedere le autorizzazioni che facilmente si rilasciano per la non contestazione immediata dell'infrazione. E' dovere del Vigile o dell'Agente di Polizia contestare gli errori commessi e magari fa capire all'automobilista l'errore fatto e suggerire sul momento la correzione. L'opera dell'Agente dovrebbe essere educativa e non punitiva nei confronti di chi sbaglia, il quale riconosce pure di aver sbagliato e chiede scusa, impegnandosi a non farlo più. Sarebbe sufficiente una semplice ammonizione, magari registrandola su un apposito modulo allegato alla patente, come avviene per i calciatori, che prima di essere espulsi dal campo devono commettere due gravi falli".

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