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Caiazza (Cisas) 'Vietare vendita alcol minori'

San Nicola la Strada - Dall'inizio della stagione estiva non passa giorno che veniamo a conoscenza di giovanissimi che a causa dell'alcol cadono in uno stato di "coma etilico", sfiorando temerariamente la morte. "L'ultimo episodio, quello che ha...

Dall'inizio della stagione estiva non passa giorno che veniamo a conoscenza di giovanissimi che a causa dell'alcol cadono in uno stato di "coma etilico", sfiorando temerariamente la morte. "L'ultimo episodio, quello che ha visto coinvolta una quindicenne alla quale neppure i suoi amici hanno potuto dare una mano perché anch'essi troppo ubriachi, rende necessario ed improcrastinabile che anche a San Nicola La Strada si attivino tutte le istituzioni (comune, vigili urbani e Carabinieri) affinché ci sia un maggiore controllo ed anche una campagna informativa in tal senso". È quanto ha affermato Luciano Caiazza, dirigente nazionale del sindacato Cisas-Anas, commentando l'abnorme consumo di alcol fra i minorenni. In più occasioni, Caiazza è intervenuto per chiedere maggiori controlli, ma l'iniziativa non sembra aver avuto i risultati sperati. Caiazza chiede che si effettuino controlli a tappeto nelle discoteche, nella grande e piccola distribuzione alimentare cittadina ed in tutti i locali autorizzati a somministrare bevande, per accertare il rispetto dei limiti imposti dalla legge, punendo severamente chi vende alcolici ai minori o fuori dagli orari stabiliti. "Le notizie che quotidianamente apprendiamo e che ci parlano di giovani che violentano e stuprano, che investono persone con l'auto, il tutto sotto l'effetto dell'alcol, ci pone l'obbligo di fare qualcosa sia come genitori che come semplici cittadini". "Le ultime statistiche" - secondo quanto afferma Caiazza - "dicono che 740mila minori italiani tra gli 11 e i 17 anni manifestano consumi di alcolici a rischio, e un ragazzo su cinque al di sotto dei 15 anni abusa di alcol. Ciò avviene" - spiega - "perché nessuno vigila sulla vendita e la somministrazione di alcolici ai minori. Esistono infatti leggi nazionali e provinciali molto severe in materia, ma che nessuno rispetta, mancando del tutto i controlli. Si pensi alle discoteche: la legge impone di bloccare alle 2 la vendita di alcolici, ma i locali non sembrano rispettare rigorosamente questa disposizione. Al supermercato poi, chi ha visto mai una cassiera chiedere l'età a un minore che compra una bottiglia di vino o di rum? Sarebbe opportuno che l'assessorato comunale competente obbligasse tutti gli esercenti ad esporre sia all'entrata che all'interno dei locali, in prossimità del banco del vino e degli alcolici, un cartello che ricorda che "E' vietata la vendita di liquori ai minorenni". Sarebbe già un primo passo per ricordare ai giovanissimi che non possono comprare alcolici perché i danni per l'organismo causati dall'assunzione di alcol sono devastanti". Dunque, Caiazza, in attesa che anche a San Nicola La Strada scatti il divieto di vendita di alcol ai minori di 16 anni, chiede che venga realizzata una campagna di sensibilizzazione in città in sinergia con i commercianti per limitare l'uso di alcool fra i minori. "L'iniziativa potrebbe avere questo slogan "una Coca Cola toglie la sete più di una birra" - conclude Caiazza - con distribuzione gratis o a prezzo stracciato di bevande rigorosamente analcoliche all'ingresso di locali e nelle strade solitamente frequentate da comitive di minori".

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