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Blitz Squadra Mobile contro i Casalesi area 'Bidognetti': sette decreti di fermo

Cancello ed Arnone - Nelle prime ore di stamane gli agenti della Squadra Mobile di Caserta sta dando esecuzione al decreto di fermo emesso dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di pericolosissimi soggetti...

Nelle prime ore di stamane gli agenti della Squadra Mobile di Caserta sta dando esecuzione al decreto di fermo emesso dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di pericolosissimi soggetti ritenuti affiliati e/o contigui al cla dei casalesi gruppo Bidognetti.
Le indagini traggono spunto dalle attivita' investigative finalizzate alla cattura di Franco Letizia effettuata poco dopo la mezzanotte del 19 maggio u.s. dallo stesso personale della Squadra Mobile di Caserta, con l'ausilio di unita' specializzate del servizio polizia scientifica del dipartimento della pubblica sicurezza, da equipaggi dei reparti prevenzione crimine e dell'8° reggimento bersaglieri, proprio perche' il predetto era inserito nell'elenco dei 100 latitanti di massima pericolosità redatto dal ministero dell'interno.
Letizia, latitante da oltre un anno, ed individuato in un'abitazione di via Cilea a San Cipriano D'Aversa, e' considerato l'attuale reggente del "clan Bidognetti" dopo la cattura di Setola Giuseppe ed anche nei suoi confronti e' stato eseguito decreto di fermo per il reato di cui all'art. 416 bis c.p. nel quale gli viene contestata la qualita' di promotore del gruppo associativo individuato.
L'individuazione del rifugio ove si trovava letizia franco era frutto di una prolungata attivita' investigativa, coordinata dalla procura distrettuale di Napoli e supportata da servizi tecnici che consentiva di acquisire gravissimi elementi indiziari-talora vere e proprie confessioni involontarie "stragiudiziali" - provenienti dal gruppo dei soggetti maggiormente vicini al letizia franco, per i delitti di associazione per delinquere di stanpo mafioso e di estorsione aggravta con il metodo mafioso.
Peraltro successive perquisizioni domiciliari avevano permesso di rinvenire e sequestrare numerosi "pizzini" ritenuti di notevole interesse investigativo. Ulteriore compendio alle indagini effettuate proveniva dalle dichiarazioni rese da piu' collaboratori di giustizia affiliati fino a poco tempo fa al gruppo Bidognetti ed a Setola Giuseppe.
Le attivita' investigative hanno dunque offerto un importante scorcio sugli assetti, sulle alleanze e sulle tecniche criminali praticate dai camorristi del gruppo bidognetti, tutt'ora proficuamente attivo nel settore delle estorsioni malgrado gli affanni e le difficolta' conseguenti ai numerosi arresti ed all'offensiva delle forze di polizia che negli ultimi mesi ha portato all'arresto, in successione, tutti i capi che sono subentrati alla guida del clan.
Dalle indagini e' risultato che la frangia bidognettiana, allo stato, sembra talmente disarticolata da non riuscire nemmeno a garantire lo "stipendio" a tutti gli affiliati. In particolare, a fronte dei circa 130.000 euro mensili "programmati" e necessari a garantire un minimo mantenimento a tutti gli affiliati, ne viene raccolto a stento un terzo, a malpena sufficiente a corrispondere lo stipendio solo ai personaggi più rappresentativi.Utili elementi sono stati raccolti anche in ordine alla struttura del sodalizio bidognettiano ed al fine di individuarne i capi di alcune zone sottoposte all'egida del gruppo bidognetti, nonche' al fine di accertare la commissione di plurime estorsioni ai danni di operatori commerciali dell'agro domitio da parte di soggetti strettamente legati al letizia.
Fra questi spicca la figura di Antonio Caterino, detto "o' visocc" al cui arresto ha partecipato con gli agenti della squadra mobile di Caserta anche personale del centro operativo della direzione investigativa antimafia di Napoli, avendo effettuato indagini in relazione alla estorsione contestata al predetto in danno di una importante calcestruzzi: al predetto viene contestato di aver ricevuto dai 2 ai 4mila euro quale vero e proprio stipendio dalla organizzazione camorristica in cambio della sua attivita nel settore della raccolta porta a porta delle estorsioni.
E' stata inoltre accertata una estorsione commessa in danno di un esercizio commerciale di Cancello ed Arnone, nel settore lattiero-caseario e di un bar il cui titolare, costretto a versare ripetutamente svariate somme di danaro, si trovava in serie difficolta' economiche.
Altra estorsione era stata perpetrata ai danni del direttore tecnico di un'azienda di autotrasporti operante tra le provincie di Napoli e Caserta.
Le indagini, dunque, hanno consentito non solo di acquisire indiscutibili e concludenti elementi di prova sull'appartenenza a consorterie di stampo camorristico dei predetti indagati e sulle attività illecite di natura estorsiva condotte sistematicamente sul territorio, ma anche di chiarire ulteriormente alcuni aspetti relativi alle motivazioni della scomparsa e del conseguente triplice omicidio - vicenda gia' ampiamente sviscerata nel provvedimento giudiziario di fermo emesso dalla procura distrettuale antimafia- in pregiudizio di papa giovanni battista, Minutolo Modestino e Buonanno Francesco, anche loro dediti ad attivita' estorsive nell'ambito del medesimo gruppo bidognettiano capeggiato da letizia franco, mal tollerate da altre "famiglie" del clan dei casalesi, in questo momento prevalenti.

Su disposizione dell'ufficio scrivente gli indagati odierni sono stati associati in stato di assoluto isolamento presso le piu' vicine case circondariali ove saranno interrogati nei prossimi giorni.
I soggetti fermati allo stato sono: Carlo Corvino di anni 39 da Casal di Principe; Francesco Diana di anni 30 da Villa Literno, sorvegliato speciale della p.s.; Annibale Tummolo di anni 42 da Cancello ed Arnone; Franco Letizia di anni 32 da Casal di Principe; Antonio Caterino di anni 30 da Casapesenna.

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