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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca Sessa Aurunca

Polizia arresta due albanesi che costringevano le giovani mogli a prostituirsi

Sessa Aurunca - Ulteriore colpo assestato dalla polizia di stato al fenomeno della prostituzione che, nell'ambito della provincia di caserta, ha assunto proporzioni che certamente destano preoccupazione ed allarme sociale. Nella mattinata di ieri...

Ulteriore colpo assestato dalla polizia di stato al fenomeno della prostituzione che, nell'ambito della provincia di caserta, ha assunto proporzioni che certamente destano preoccupazione ed allarme sociale.
Nella mattinata di ieri 13 marzo, gli uomini del commissariato di P.S. di Sessa Aurunca, diretto dal vice questore Giovanni Stagliano, hanno tratto in arresto i due albanesi Léonard Sefa di anni 29 e Elton Naska di anni 29 per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.Le indagini che hanno condotto ad operare i provvedimenti restrittivi , sono state condotte in un contesto sociale di particolare degrado nel quale i due arrestati si sono insinuati in maniera subdola e priva di scrupoli, evidenziando una particolare abilità ed una assoluta assenza di riserve morali nel creare le condizioni per assicurarsi, da un lato, la legittimazione della loro posizione sul territorio italiano e dall'altro il massimo profitto personale, lucrando sulla situazione di bisogno di due giovani donne in condizioni economiche estremamente precarie forti della certezza di impunità che ritenevano di aver acquisito grazie alle loro astute manovre.I due uomini, infatti, hanno contratto matrimonio con due sorelle di anni 24 e di anni 26 originarie di Marcianise che, dopo una serie di artificiose vicissitudini, sono state indotte a prostituirsi lungo la Ss. Appia per sostenere i mariti che simulavano una situazione di assoluta indigenza.
Lo scenario emerso dalle indagini ha lasciato sconcertati gli investigatori che hanno monitorato per alcuni giorni l'attività della "famigliola" rilevando che erano i due mariti albanesi che, in prima persona, accompagnavano sul posto le due sorelle, attendevano in auto mentre le stesse si allontanavano con i clienti, intascavano il denaro incassato dalle mogli in cambio delle loro prestazioni sessuali e le riaccompagnavano, al termine dell'estenuante giornata, presso il loro domicilio.
Particolare preoccupazione, in relazione alle evidenti ripercussioni per la salute pubblica, ha destato, inoltre, la scoperta che una delle due donne era stata costretta a prostituirsi nonostante affetta da una grave forma di tubercolosi in fase acuta e, quindi, ad elevato rischio di trasmissione.
Sono quindi scattate le manette ai polsi dei due cinici sfruttatori la cui posizione, secondo la polizia potrebbe aggravarsi ulteriormente a seguito degli sviluppi dell'indagine da cui , si ritiene, stiano emergendo ulteriori elementi probatori per quanto attiene ai matrimoni probabilmente celebrati con il solo intento di consentire ai due di ottenere i documenti di soggiorno.I due albanesi, dopo gli adempimenti di rito, sono stati assocciati presso la casa circondariale di s. Maria C.V. A disposizione del Procuratore della Repubblica.

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