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QUIZ TV, NUMERI SPECIALI E BOLLETTE GONFIATE: MEDIASET INGANNA GLI ITALIANI? DENUNCIA ALL'ANTITRUST

(Firenze) Dopo averlo pubblicamente segnalato, abbiamodenunciato all'Antitrust la pubblicita' ingannevole di una trasmissionea quiz in onda su Italia 1 in fascia notturna. Il programma pubblicitario, acura di Rti (Mediaset), in associazione con...

(Firenze) Dopo averlo pubblicamente segnalato, abbiamodenunciato all'Antitrust la pubblicita' ingannevole di una trasmissionea quiz in onda su Italia 1 in fascia notturna. Il programma pubblicitario, acura di Rti (Mediaset), in associazione con la "World premium rates srl", e'una televendita. I conduttori formulano domande e sollecitano in modovigoroso i telespettatori a telefonare per vincere un montepremi variabileda 500 a mille euro. Tutto semplice, in apparenza: telefono, indovino evinco! Ovviamente non e' cosi'. Intanto la telefonata al numero 163 3001costa minimo 1,20 euro e questo "dettaglio" compare solo su una scrittascorrevole. Il vero inghippo, pero', si capisce leggendo le regole dal sito. La sintesi del regolamento e': la telefonata non serve per rispondere evincere il montepremi durante la diretta televisiva, ma solo ad essereammessi in un fantomatico 'camerino virtuale' per partecipare ad un'assurdaselezione che potrebbe portare ad una vincita settimanale. E' questol'oggetto principale del 'contratto'. L'intero documento e' a questo link:https://www.mediaset.it/brand/italia1/the_box_game/schedaprogramma_2856.shtml?1305Qui riproponiamo solo un estratto che evidenzia in modo lapalissianol'ingannevolezza di tutta la televendita:Nel corso del programma sara' data la possibilità agli utenti, risultati imigliori, cioe' coloro che sono rimasti nel camerino virtuale da piu' tempo,di partecipare al programma in diretta telefonica e vincere un premio incaso di risposta corretta. Il numero delle chiamate che passeranno indiretta televisiva varieranno di puntata in puntata a discrezione dellasocietà promotrice.Riepilogando. Al telespettatore si lascia intuire una vincita immediatadeterminata dall'abilita'. In effetti l'oggetto del contratto e' del tuttodifferente e soggetto a regole non esplicitate durante la trasmissione,neppure per sommi capi. E' vero che al telespettatore viene data lapossibilita' di partecipare al quiz in diretta (che e' cio' che dicono iconduttori), ma questa partecipazione e' sottoposta ad una serie dicondizioni e soprattutto all'arbitrio/discrezione della società promotrice,che (regolamento alla mano) potrebbe non far passare alcuna telefonata indiretta.L'Antitrust e' gia' intervenuta su casi analoghi, sospendendo la messa inonda di simili programmi da molte tv locali .'Stupisce' che a riproporli, su un canale nazionale come Italia 1, sia ungruppo come Mediaset, che sicuramente non ha la fame di soldi tipica dellepiccole emittenti.'Stupisce' che Mediaset scelga abilmente anche il prefisso del numero dachiamare: i 163, a differenza degli altri numeri speciali come gli 899,ancora non sono conosciuti dagli utenti come potenzialmente 'pericolosi'.Il regolamento del concorso e' stato depositato, come impone la legge,presso il ministero dello Sviluppo Economico. A seguito di una nostradenuncia, nel settembre scorso, il ministero di Bersani si attivo' perverificare la legittimita' dei finti quiz sulle tv locali, chiedendo lacollaborazione di Guardia di finanza, Antitrust, Autorità per le Garanzienelle Comunicazioni, Polizia postale e Amministrazione Autonoma dei Monopolidi Stato . La messa in onda del quiz su Italia 1 e' iniziata ad ottobre.Dobbiamo supporre che l'attivismo del ministero si sia gia' esaurito? O chei vari organismi a cui Bersani ha chiesto aiuto abbiamo inteso alla letterail richiamo: i controlli vanno fatti solo sui finti quiz trasmessi dalle tvlocali, mentre le corazzate nazionali sono padrone di ingannare allegramentegli italiani?

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