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Cronaca

Corpo Forestale scopre truffa per 10 mln di euro

Caserta - Arresti domiciliari per un funzionario dell'amministrazione provinciale di Caserta, cinque divieti di dimora per due ex sindaci e funzionari dei comuni intorno Caserta, 23 tra liberi professionisti e soggetti di rilievo istituzionale...

Arresti domiciliari per un funzionario dell'amministrazione provinciale di Caserta, cinque divieti di dimora per due ex sindaci e funzionari dei comuni intorno Caserta, 23 tra liberi professionisti e soggetti di rilievo istituzionale del comprensorio matesino deferiti per truffa, corruzione e falso. Sono questi i provvedimenti eseguiti oggi dal Corpo Forestale dello Stato nell'ambito dell'indagine "Miletto 2" iniziata nel marzo scorso dagli accertamenti condotti sul cosiddetto ''Ecomostro'', complesso alberghiero in corso di realizzazione in prossimita' del Lago Matese, in zona soggetta a molteplici vincoli ambientali e paesaggistici e in assenza di titoli autorizzativi idonei. Un'operazione che porto' alla denuncia di 32 persone e all'esecuzione di 20 ordini di custodia cautelare L'indagine ha portato a smascherare piu' di 75 truffe allo Stato del valore di circa 10 milioni di euro. Le truffe e i tentativi criminali condotti dall'organizzazione, secondo il Cfs, erano finalizzati all'illecito percepimento di contributi pubblici provenienti dall'Unione europea nell'ambito del programma operativo regionale Campania 2000-2006. Destinatario del provvedimento di arresti domiciliari e' Francescantonio Cognetta, di 48 anni, funzionario dell'amministrazione provinciale di Caserta.
Destinatari del divieto di dimora e gia' colpiti da precedenti provvedimenti cautelari emessi nel marzo 2007, Antonio Montone, di 39 anni, ex sindaco di Castello del Matese colpito da divieto di dimora nei comuni di S. Gregorio Matese e Castello del Matese; Filomeno Ferritto, di 50 anni, ex sindaco di S. Gregorio Matese colpito da divieto di dimora nel comune di S. Gregorio Matese; Stefania Rossetti, di 41 anni, ex segretaria comunale di S. Gregorio Matese e Pietramelara colpita da divieto di dimora nei comuni di S. Gregorio Matese e Pietramelara; Pietro Montone, di 38 anni, ex responsabile nell'ufficio tecnico del comune di Letino e dell'ufficio tecnico del comune di Prata Sannita colpito da divieto di dimora nei comuni di Letino e Prata Sannita; Angelo Cinotti, di 36 anni, geometra collaboratore dello studio tecnico di Antonio Montone colpito da divieto di dimora nel comune di Castello del Matese.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'organizzazione operava attraverso la connivenza di soggetti della pubblica amministrazione disponibili a regolarizzare illecitamente o a falsificare le documentazioni amministrative richieste dai bandi pubblici, a produrre falsi preventivi di forniture da ditte fantasma e a prenotare illecitamente, presso il consenziente responsabile dell'ufficio postale, le raccomandate da utilizzare per inviare le pratiche di finanziamento diversi giorni dopo la scadenza del bando, facendo cosi' falsamente risultare il formale rispetto delle scadenze di spedizione delle domande di finanziamento.

La struttura criminale poteva contare, nelle sue articolazioni, su soggetti conniventi aventi un ruolo di primo piano sia nella fase dell'istruttoria, sia nella fase di certificazione finale di avvenuta regolare esecuzione degli interventi finanziati. Dalle indagini emergerebbe una falsa certificazione per la realizzazione di un affittacamere, da parte di Cognetta, mentre in realta' era stato ristrutturato un immobile per finalita' abitative, non rispettando il progetto iniziale.
Rilevante tra i 54 capi d'imputazione contestati ai 29 soggetti indagati, e' anche la corruzione dei pubblici ufficiali Filomeno Ferritto, sindaco del comune di San Gregorio Matese all'epoca dei fatti e Stefania Rossetti, segretaria comunale dello stesso, che, nel corso di un affidamento di una gara pubblica per la fornitura di apparecchiature elettroniche, avrebbero individuato solo fittiziamente le ditte da invitare alla gara, interpellando invece un'unica azienda, con la quale venne concordata una maggiorazione del prezzo di aggiudicazione per trarne beneficio economico, falsificando peraltro anche i preventivi delle altre ditte. Un ''accordo corruttivo - sottolinea la Forestale - che oltre ad essere stato accertato dalle indagini attraverso intercettazioni telefoniche, e' stato anche ammesso dal titolare della ditta fornitrice dei beni che si e' avvalso del patteggiamento della pena''.

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