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villa_ligato_20070531164546

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C'era una volta il bunker...

Pignataro Maggiore - Vista la colpevole inerzia delle Autorità preposte, qualcun altro – i cronisti del “Giornale di Caserta” Carlo Pascarella Davide De Stavola - si è preoccupato di accertare in quali condizioni versi un immobile di proprietà...

Vista la colpevole inerzia delle Autorità preposte, qualcun altro - i cronisti del "Giornale di Caserta" Carlo Pascarella Davide De Stavola - si è preoccupato di accertare in quali condizioni versi un immobile di proprietà pubblica, acquisito quasi quattro anni fa al patrimonio indisponibile del Comune di Pignataro Maggiore. Pubblichiamo le foto dello scandalo scattate dai cronisti Pascarella e De Stavola relative alla devastazione della villa bunker in via del Conte, confiscata dalla magistratura al boss Raffaele Ligato, condannato all'ergastolo per l'omicidio del fratello del giudice Ferdinando Imposimato. La sistematica asportazione di porte e finestre, i danneggiamenti che sembrano essere stati portati a termine addirittura con mezzi meccanici, non sono "semplici" atti di vandalismo; sono una prova di forza della camorra, che è tornata a essere la padrona incontrastata della villa bunker, in uno scenario dove - la "Svizzera dei clan" - le potenti e sanguinarie cosche mafiose dominano incontrastate, facendosi beffe dello Stato. Come si ricorderà, a seguito di un incendio sviluppatosi per cause ancora oscure, si scoprì che villa Ligato era utilizzata dalla criminalità organizzata per il ricovero di automobili rubate, nonostante fosse già di proprietà pubblica e - sulla carta - da destinare a iniziative di carattere sociale. Il messaggio della camorra è chiaro: anche se l'immobile è confiscato, siamo sempre noi boss che comandiamo e guai a chi si fa vedere in giro. I cronisti del "Giornale di Caserta" sono penetrati nella villa bunker di via del Conte lunedì mattina, con il rischio concreto di imbattersi nelle sentinelle della camorra. Un "affronto" che poteva essere pagato a caro prezzo. Ma, come in un famoso film: "E' la stampa, bellezza!". Ovviamente, i giornalisti non si sono resi responsabili di alcuna effrazione; e si erano attrezzati per scavalcare gli ostacoli che avessero incontrato. Però la camorra, con tutto il resto, aveva sfasciato pure il cancello d'ingresso e quindi i cronisti sono entrati dal varco principale. Qualunque cittadino di Pignataro Maggiore - a suo rischio e pericolo, essendo altissima la probabilità di fare bruttissimi incontri - può recarsi alla villa bunker per rendersi conto a quale punto siano arrivati l'abbandono, il degrado, la devastazione e l'asfissiante presenza della camorra. La villa bunker, prima della confisca, era un luogo simbolo dello strapotere delle cosche; lo è tuttora, con in più la certificazione - come in queste foto che dimostrano una volta di più perché il giornalismo è il più bel mestiere del mondo - che a Pignataro Maggiore la presunta azione di contrasto delle Istituzioni nei confronti della camorra è solo una risibile macchietta.

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