Soldi sporchi, arrestato Pirolo. Da braccio destro di Bardellino a 'personal manager' di Zagaria

Il 71enne di Curti in manette nell'inchiesta 'Dirty Glass': condannato per associazione mafiosa e coinvolto nel processo Spartacus

Le uscite degli arrestati dalla questura di Latina

Da braccio destro di Antonio Bardellino a 'personal manager' negli investimenti di Michele Zagaria. E' lungo il curriculum criminale di Pasquale Pirolo, 71 anni di Curti, arrestato stamattina dalla Squadra Mobile di Latina su disposizione della Dda di Roma nell'ambito dell'operazione 'Dirty Glass'.

Le nuove accuse

Per l'inchiesta "Dirty Glass", Pirolo è accusato di aver fatto da mediatore tra gli imprenditori campani Gennaro ed Antonio Festa e Luciano Iannotta facendo in modo che i Festa trasferissero capitali illeciti nell'azienda Italy Glass. Secondo l'accusa l'aumento di capitale sociale sarebbe avvenuto con un finanziamento soci che avrebbe permesso ai Festa di inserirsi in maniera occulta nella società con quote per circa il 40%. 
 

Era il braccio destro di Bardellino

Pirolo, però, è un personaggio il cui pedigree criminale è di lungo corso. Nel 1983, da braccio destro di Antonio Bardellino, fondatore della 'Nuova Famiglia' da cui poi è nato il clan Casalesi, fonda la General Beton insieme a Vincenzo Zagaria. Nella sentenza Spartacus viene indicato, appunto, come "un uomo di fiducia di Antonio Bardellino, specie nel settore del reimpiego dei capitali illeciti".


L'arresto a Barcellona con il fondatore dei Casalesi ed il 'finto pentimento'

Nello stesso 1983 Pirolo venne arrestato a Barcellona insieme al boss Antonio Bardellino. Venne pedinato dalla polizia e fermato mentre incontrava il capoclan in un bar. Pirolo venne trovato in possesso di 15mila dollari mentre Bardellino aveva un documento di identità falso (intestato a tale Scalzone Luigi ma recante la sua fotografia). Nel 1984 venne estradato e rende dichiarazioni alla giustizia ottenendo i domiciliari e la restituzione delle quote della General Beton che poi confluirà (sotto il nome di Icm) nel Cedic, il cartello del calcestruzzo del clan dei Casalesi. Nel 1986, Pirolo venne condannato per associazione di stampo mafioso insieme ai gotha dei Casalesi.

Da Spartacus al narcotraffico

Il nome di Pasquale Pirolo compare anche nel maxi processo Spartacus ma venne assolto: per i giudici non fece parte del clan dei Casalesi nel periodo successivo al 1988. Tra il 1996 ed il 97 il suo nome torna alla ribalta: stavolta per un traffico di stupefacenti dal Venezuela. Anche da questa accusa viene assolto. Ma dall'inchiesta emerge come la società che veniva utilizzata come scalo per il trasporto della droga in Europa fosse consorella di un'altra società con sede a Curti e riconducibile proprio a Pirolo. 

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Personal manager di Zagaria

Nel 2011, infine, Pirolo venne coinvolto in un'inchiesta sui beni di Michele Zagaria. Secondo l'accusa sarebbe stato la mente del riciclaggio del capoclan. per questo gli vennero sequestrati beni per circa 50 milioni di euro. Le società gestite da Pirolo per conto di Zagaria sarebbero state tutte intestate a prestanome, piccoli imprenditori, tra i quali anche alcuni parenti dello stesso Zagaria.  

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