Arrestato per droga viene licenziato ma il giudice lo assolve

Il 44enne si ritrova innocente e disoccupato. Era stato trovato in possesso di alcune dosi di marijuana

L'uomo ha perso il lavoro

Innocente e disoccupato. Assurda la vicenda che vede protagonista D.M., 44 anni di Riardo, che è stato licenziato dopo l'arresto per spaccio di droga ma è stato assolto poi dal giudice dall'accusa per la quale era finito nella rete dei carabinieri. 

L'uomo venne tratto in arresto a gennaio scorso dai militari di Teano perché trovato in possesso di 64 grammi di marijuana. Il giudice, durante la direttissima, convalidò il provvedimento dei carabinieri e rinviò per la trattazione del processo a marzo. Tempo che si è dilatato a causa dell'emergenza Covid, che ha paralizzato anche l'attività dei tribunali, fino a ieri quando il giudice De Santis del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto le tesi del difensore, l'avvocato Antonio Pastore, reputando quel quantitativo di stupefacente per uso esclusivamente personale. Nel corso della perquisizione a carico del 44enne, infatti, non vennero rinvenute somme di denaro o materiali per il confezionamento delle dosi che sono indizi del presunto spaccio di droga. Di qui l'assoluzione con formula piena. "Il fatto non sussiste", si  legge nel dispositivo di sentenza. 

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Ma l'uomo, al di là della sentenza del magistrato sammaritano, sta pagando un prezzo altissimo, ben più alto di quello che averebbe potuto scontare anche in caso di un'eventuale condanna (il pm aveva invocato una pena di appena 4 mesi con sospensione della stessa). Dopo l'arresto, infatti, la notizia in breve tempo si era sparsa per il paese giungendo alle orecchie anche del suo datore di lavoro. L'imprenditore non ha voluto sentire ragioni, altro che si è innocenti fino a prova contraria. Appreso dell'arresto del suo dipendente non ci ha pensato due volte e lo ha cacciato dalla sua attività. Ed ora, a distanza di 5 mesi e con la sentenza che ha sancito la sua innocenza, il 44enne resta disoccupato.  

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